Scuola, Cirio: “Governo si sbrighi, Regione fa sentire voci lavoratori”

"Ci servono assicurazioni sui bambini", dice il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. Gli educatori della scuola protestano a Torino: "Ci vietano riapertura, ci tolgono la cassa integrazione"

newsby Sara Iacomussi21 Maggio 2020



Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, incontra gli educatori della scuola privata scesi in piazza. Sabrina Bonini, rappresentante in Piemonte di EduChiamo, che raccoglie gli educatori delle strutture private, afferma: “300 mila bambini sono quelli che in Italia frequentano dei servizi 0-6 privati, in Piemonte sono 15mila. Sono 700 strutture in Piemonte, i lavoratori che rischiano di perdere il lavoro 150 mila. La nostra manifestazione è silenziosa, come il silenzio calato sulle nostre strutture, un silenzio assordante perché il nuovo dpcm ci vieta l’apertura e il decreto Rilancio ha previsto che la cassa integrazione finisca nei primi di giugno al massimo. Non abbiamo sostegno e ne abbiamo sopportate già abbastanza”.

Cirio: “Abbiamo messo certezze sulla Sanità, ora servono sulla scuola e sui bambini”


Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, ha incontrato proprio le educatrici della scuola dell’infanzia, che protestavano sotto il palazzo della Regione a Torino, e ha poi rilasciato delle dichiarazioni in merito. “La Regione può far sentire le voci e le istanze di questi lavoratori al Governo centrale e aiutarli. Oggi siamo riusciti a fare superare il doppio passaggio per la Cassa Integrazione in Deroga, per farla erogare effettivamente a tutte le persone che ne hanno diritto: a oggi abbiamo evaso il 100% delle pratiche che ci sono state trasmesse e quindi attendiamo e incalziamo perché vengano pagati con rapidità. È un tema particolarmente rilevante, tant’è che abbiamo messa subito a disposizione 15 milioni di euro. Da una parte è importante tornare a lavorare e riaprire i negozi, dall’altra parte non dobbiamo dimenticarci che non tutte le famiglie sono nelle condizioni di pagare le baby-sitter o di avere nonni disponibili e in salute che possano guardare i bambini”.

“Per questo motivo”, prosegue Cirio, “abbiamo visto con interesse l’esperienza di Borgosesia, che è un’esperienza paradidattica, che riesce a dare in Piemonte una risposta alle famiglie: i loro figli sono in un luogo sicuro, nelle mani di professioni seri che aiutano loro a superare questo momento. Le mie richieste al Governo sono di riuscire ad avere un prolungamento che preveda i mesi estivi della cassa in deroga, e poi che si faccia un quadro più caro del mondo scuola: la didattica a distanza è utopia. Stiamo mettendo certezze sulla Sanità, ora servono sui bambini”.


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