Roberta Metsola, chi è il successore di David Sassoli in Ue

Il Partito popolare europeo punta sulla 43enne eurodeputata maltese: antiabortista, è la più giovane della storia a gestire i lavori del Parlamento Europeo

Roberta Metsola, chi è il probabile successore di David Sassoli in Ue
Roberta Metsola, presidente del Parlamento Europeo
newsby Lorenzo Grossi18 Gennaio 2022



Il nome del nuovo presidente del Parlamento Europeo è arrivato ufficialmente oggi, martedì 18 gennaio. I giochi sono fatti per la maltese Roberta Metsola, eletta al primo turno con 458 voti favorevoli. Il ‘dopo David Sassoli’ si sarebbe comunque deciso in quella data anche se il presidente non fosse deceduto. Si tratta infatti del rinnovo programmato della presidenza per la scadenza di metà mandato (iniziato il 3 luglio 2019).

Parlamento Ue, Metsola ricorda il messaggio del suo predecessore Sassoli


David era un combattente per l’Europa. Credeva nel potere dell’Europa. Grazie David”. Così la neoeletta presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, dopo l’annuncio della sua nomina. “Mi sento onorata della responsabilità che mi affidate. Prometto che farò de mio meglio per lavorare a vantaggio di tutti i cittadini, ha aggiunto Metsola pronunciando le sue prime parole da presidente in italiano.

“Non ci vorranno altri due decenni per riavere una presidente donna”


Davanti alla seduta dell’Europarlamento, Metsola ha poi aggiunto: Nicole Fontaine fu eletta vent’anni dopo Simone Veil. Non ci vorranno altri due decenni che sia qui dinanzi a voi la prossima donna”.

La carriera politica di Roberta Metsola

Esponente del Partito popolare europeo, di fede politica conservatrice, convinta anti-abortista in linea con la maggioranza dell’opinione pubblica del suo Paese (l’unico nell’Ue dove l’aborto è illegale), la presidenza dell’Europarlamento cambia dunque decisamente segno. Roberta Metsola Tedesco Triccas, compie proprio oggi 43 anni: è quindi la più giovane della storia a gestire i lavori dell’Eurocamera.

Laureata al College of Europe, avvocata specializzata in diritto e politica europea, Metsola annovera infatti nel suo curriculum il ruolo di addetto legale presso l’ufficio maltese dell’Ue dal 2004 al 2012 e quello di consulente di Catherine Ashton, ex commissario europeo al Commercio. Eletta a Bruxelles nel 2013, prendendo il posto del dimissionario Simon Busuttil, l’europarlamentare ha partecipato sia all’Intergruppo del Parlamento europeo sui diritti dei bambini sia alla Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE), in qualità di coordinatore. Proprio in virtù di tale veste è stata relatrice ombra per il Ppe sulla “Tabella di marcia dell’UE contro l’omofobia e la discriminazione basata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere, approvata dal Parlamento nel 2014 e alla base di molte recenti leggi antidiscriminazione.

Le battaglie per fare entrare Malta nell’Ue

Nei fascicoli più significativi la sua presenza rimane una costante. È tra gli europarlamentari presenti all’interno della Commissione d’inchiesta sul riciclaggio di denaro, l’elusione e l’evasione fiscale che analizzano i Panama papers nel 2016. Così come è lei la portavoce di una relazione non vincolante sulla crisi migratoria europea del 2016, finalizzata a stabilire un “approccio legislativo vincolante e obbligatorio” sul reinsediamento e nuovi accordi di “riammissione” interni all’UE che dovrebbero avere la precedenza su quelli bilaterali con Stati terzi.

Tanti compiti ma la passione rimane quella di sempre. La stessa che l’aveva portata ad essere vicepresidente della Convenzione dei giovani sul futuro dell’Europa a 23 anni nel 2002. Dandole così l’occasione di assistere più da vicino alla negoziazione e stesura del Trattato costituzionale europeo e di quello di Lisbona. La militanza europea non ha inficiato quella nelle file del Partito Nazionalista, iniziata da giovanissima per permettere al Paese di entrare in Europa nel 2004.

La famiglia e la “curiosa” storia di suo marito

Naturale dopo un simile impegno provare a entrare nel Parlamento europeo. Un’impresa però soltanto sfiorata nel 2004 e nel 2009. E proprio le elezioni europee del 2009 sono state a loro modo storiche. Sono state infatti le prime in cui due coniugi si sono candidati al Parlamento europeo per due Stati diversi. I protagonisti sono proprio Roberta Metsola e suo marito Ukko, di nazionalità finlandese. Il sogno quella sera di dodici anni fa svanì per entrambi, ma la storia della coppia è andata avanti a gonfie vele. Oggi i due hanno quattro figli e vivono in Belgio, dove lei lavora nelle istituzioni europee e lui nel settore crocieristico.

La carriera politica di Ukko Metsola si è infatti conclusa, nonostante abbia lavorato per anni all’interno delle istituzioni politiche finlandesi in quota Kokoomus, partito di centrodestra affiliato anch’esso al Ppe. Da settembre 2020 Metsola è diventato direttore generale della sezione europea di Clia, l’associazione internazionale delle linee da crociera, che lo ha scelto per i buoni rapporti e la conoscenza delle istituzioni europee. Un vantaggio che potrebbe ulteriormente rafforzarsi, se sua moglie dovesse essere eletta presidente dell’Europarlamento.

Aborto, Metsola: “Le mie posizioni sull’aborto saranno quelle del Pe”


Nel corso di una conferenza stampa, Metsola ha fatto chiarezza sulle politiche che porterà avanti sull‘interruzione di gravidanza. “Le mie posizioni sull’aborto saranno quelle del Parlamento europeo che ora rappresento. Le promuoverò all’interno e all’esterno di questa Camera“. Le sue posizioni sull’aborto sono considerate dal centro-sinistra europeo troppo conservatrici e, in passato, Metsola ha spesso difeso il suo Paese, Malta, affinché mantenesse una sua autonomia nella posizione anti-abortista di La Valletta, un unicum nell’Unione. I voti del passato “facevano riferimento a posizioni di carattere nazionale. Io non voterò più su temi come l’aborto“, sottolinea Metsola ribadendo che il parlamento Ue “ha sempre detto che voleva che questi diritti dovessero essere meglio protetti. Questa è la posizione dell’aula, e io mi impegno nei confronti di tutti riguardo“.

Le reazioni: Tajani entusiasta, Corrao scettico


La nomina di Roberta Metsola a presidente del Parlamento europeo è stata accolta con entusiasmo dai rappresentanti italiani del Partito popolare europeo. “Una donna di altissimo livello e grande amica dell’Italia – ha dichiarato Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia e componente del Ppe -. Una scelta giusta, la più giovane presidente del Parlamento europeo. Forza Italia ha puntato subito su di lei e è un bene che anche i socialisti l’abbiano sostenuta”.


Proprio contro l’appoggio dato dai socialisti a Metsola punta invece il dito Ignazio Corrao, eurodeputato dei Verdi. “Roberta Metsola è un’eurodeputata competente e sincera – ha detto – ma rappresenta la parte destra di questo Parlamento europeo che ha posizioni politiche in contrapposizione a quelle portate avanti da David Sassoli”.


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