Pnrr, alcuni progetti non potranno essere realizzati entro il 2026. Cosa implica?

L’Italia rischia di perdere una cospicua parte dei 209 miliardi di euro che avrebbe dovuto incassare dall’Unione europea in base al Recovery Plan. Come ammesso da Raffaele Fitto, il ministro per gli Affari europei, diversi progetti del Pnrr previsti per il 2026 sono di fatto irrealizzabili. “Se noi oggi capiamo, e lo possiamo capire anche da questa relazione, che alcuni interventi da qui al 30 giugno 2026 non possono essere realizzati, ed è matematico, è scientifico che sia così, dobbiamo dirlo con chiarezza e non aspettare il 2025 per aprire il dibattito su chi sia la colpa” ha dichiarato Fitto durante la presentazione della relazione della Corte dei Conti sul Pnrr alla Camera. Secondo il ministro, alcuni di questi progetti potrebbero essere recuperati solo finanziandoli con fondi di coesione che hanno scadenze più lontane nel tempo. Più che una soluzione sarebbe un ripiego, perché costringerebbe a rivedere al ribasso l’impatto sulla crescita nei prossimi tre anni.

Pnrr
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Pnrr, la situazione attuale

Al momento l’Italia, a causa di una burocrazia a dir poco farraginosa e un sistema industriale non al passo con i tempi, ha speso solo il 40% dei fondi settennali europei (pari a poco più di 20 miliardi). Dalla relazione semestrale della Corte dei Conti sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) emergono importanti rallentamenti nel raggiungimento degli obiettivi concordati. I ritardi interessano un progetto su due, mentre solo il 70% delle imprese ha ricevuto i pagamenti previsti. Come evidenziato da QuiFinanza, le previsioni attuali indicano che nel 2023 il Pnrr potrebbe rimanere inattuato per circa 15 miliardi, costringendo il governo a recuperare nel 2024 con una spesa annua superiore a 45 miliardi. La Corte dei Conti ha ricordato che la nuova pianificazione delle spese, voluta dal Governo Draghi nel corso dell’emergenza Covid, ha previsto una “traslazione” in avanti di oltre 20 miliardi complessivi delle spese assegnate al triennio 2020-2022. Il recupero del trend di spesa dovrebbe iniziare nel corso del 2023, con un’accelerazione sul quadro iniziale di oltre 5 miliardi.

Le bandiere dell'Europa sventolano davanti alla sede della Commissione Ue
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La proroga concessa da Bruxelles

Valdis Dombrovskis, il vice presidente della Commissione europea, ha ricordato che “sarebbe problematico cambiare la scadenza del 2026” per realizzazione del Pnrr. Ha poi sottolineato che “la maggior parte dei traguardi dovrà essere raggiunta quest’anno” dagli Stati membri. Bruxelles ha momentaneamente congelato la terza tranche da 19 miliardi, concedendo all’Italia una proroga di un mese per l’esame dello stato di avanzamento del Recovery italiano. Veerle Nyts, la portavoce della Commissione Ue, ha dichiarato che i progressi compiuti dall’Italia nelle ultime settimane sono stati apprezzati e si è augurata di poter continuare “a collaborare strettamente con le autorità italiane per affrontare tutti gli elementi in sospeso di questa complessa richiesta di pagamento”.

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