Neet, Richetti: “Primato tragico che abbiamo da un po’, servono riforme profonde per l’occupazione”

"Abbiamo un evidente problema di opportunità per i giovani e di preparazione. C'è bisogno di riforme profonde per l'occupazione"

Richetti | Foto Newsby
Newsby Redazione 29 Maggio 2023

Matteo Richetti, capogruppo di Azione-Italia Viva, è intervenuto alla Camera per parlare di Neet, acronimo di ‘Not in Education, Employment or Training’. L’Italia, tuttavia, è il Paese europeo con il più alto numero di Neet. Per Richetti, questo è “primato che abbiamo da un po’, come anche il 13% di differenza di laureati tra la media europea e quelli prodotti dal nostro Paese. Abbiamo un evidente problema di opportunità per i giovani e di preparazione. C’è bisogno di riforme profonde per l’occupazione, bisogno di profili più corrispondenti al mercato del lavoro e poi non è possibile sentire di ragazzi con tre lauree di sentirsi offrire 500 euro al mese. Questo impedisce ad una generazione di diventare classe dirigente“.

Parlando di Pnrr ha affermato: “Io ho capito che rispetto gli obiettivi del Next Generation Eu, dispersione scolastica, gap di genere, ritardo su neet, laureati e formazione, è diventato il Pnrr strumento di stadi, lungomari ecc. Oggi si può in via definitiva chiudere la nuova versione in investimenti per il dissesto idrogeologico, industria 4.0, istruzione, sanità, che sono i capisaldi di una società civile? Forse è ora di mettere un punto definitivo“.

Le parole di Carfagna

Sul fenomeno dei Neet è intervenuta anche Mara Carfagna, presidente di Azione. A margine dell’evento ‘Scriviamo il futuro. Un patto generazionale per l’Italia’, svoltosi presso il Patribus District, ha dichiarato: “Vera e propria urgenza nazionale. Questo tema riguarda tutto il Paese ma soprattutto il Sud, dove la quota di giovani che non lavorano e non studiano è davvero molto alta. Da uno dei tavoli di questo evento è uscita una proposta per istituzionalizzare un collegamento tra mondo della scuola e mondo economico-produttivo. Bisogna rafforzare il sistema della formazione, ma creare le condizioni, soprattutto nel Mezzogiorno facendo in modo che le imprese scommettano su quei territori. Nel governo Draghi avevamo potenziato le aree intorno i principali porti del Sud attraverso procedure burocratiche semplificate e agevolazioni fiscali per le imprese. Solo nella ZEF Campania gli investimenti ammontano ad oggi a quasi un miliardo di euro“.

Le parole di Gelmini

Nella stessa occasione è intervenuta anche Maria Stella Gelmini, portavoce di Azione, che ha dichiarato: “Dalla scuola di formazione emergono molte proposte per risolvere il problema dei Neet, dei due milioni di giovani che non lavorano e non studiano, ma anche per affermare concretamente il merito. Si parte dalla messa a terra del Pnrr, sul quale l’Italia gioca la propria credibilità, ma anche sulla possibilità di crescere nel prossimo futuro ci sono opportunità: penso alle residenze universitarie, per combattere il caro affitti e permettere alle famiglie meno abbienti di mantenere i figli all’università, al miliardo e mezzo per l’istruzione tecnica superiore che dovrebbe sfornare i profili richiesti dalle imprese per mantenere la manifattura e l’agroalimentare sul territorio. Il Paese deve rimettere al centro le politiche giovanili, anche con un importante segnale come quello di consentire il voto agli studenti universitari fuorisede“.

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