Moratti: “Quirinale? Berlusconi unico nome del centrodestra”

La vicepresidente e assessora al Welfare di Regione Lombardia, Letizia Moratti: "Facciamo di tutto per restare in zona bianca"

newsby Redazione21 Dicembre 2021



“L’unico nome per il Quirinale del centrodestra è quello del presidente Silvio Berlusconi. Io mi occupo di sanità in Regione Lombardia. È un impegno importante che cerco di portare avanti con tutta me stessa”. Lo ha detto la vicepresidente e assessora al Welfare della Lombardia, Letizia Moratti, a margine dell’inaugurazione della nuova palestra dell’Istituto minorile Cesare Beccaria di Milano e del progetto ‘Palla al Centro’ della Fondazione Rava. Nei giorni scorsi Moratti è stata protagonista di alcune indiscrezioni che la indicavano come possibile ‘piano B’ per il Colle in caso in cui Berlusconi si defilasse dalla corsa. Ad alimentare le voci è stato un incontro a Roma con la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Covid, Moratti: “Facciamo di tutto per restare in zona bianca”


“Vediamo come è l’andamento e come sono i dati. Ovviamente noi cerchiamo di fare di tutto per fare in modo che la Lombardia resti in zona bianca – ha aggiunto Moratti parlando della situazione epidemiologica nella regione -. Siamo tra le poche regioni a esserlo e questo dimostra che il nostro piano vaccinale sta funzionando molto bene, per questo ringrazio tutti i cittadini lombardi che davvero stanno rispondendo con un grandissimo senso civico. Grazie anche ai medici e a tutti gli operatori sanitari, che nonostante due anni di grande fatica, continuano incessantemente a fare il loro lavoro con professionalità, impegno e passione”.

“Con Meloni abbiamo parlato di sanità e di Lombardia”


Moratti, a margine della conferenza stampa di fine anno tenutasi a Milano, è quindi tornata sulla corsa per il Quirinale e sull’incontro con Giorgia Meloni: “Ho normalmente diversi incontri con i leader di maggioranza ed opposizione. Smentisco che si sia parlato di Quirinale? Abbiamo parlato di sanità e di Lombardia. Per il centrodestra il candidato è Silvio Berlusconi“.

Meloni: “Berlusconi non si è risentito per incontro con Moratti”


Alle parole della vicepresidente e assessora al Welfare della Lombardia, hanno fatto seguito quelle della Leader di Fratelli d’Italia: “Una donna al Quirinale? Sono sempre favorevole al fatto che le donne si facciano strada ma non è questo il modo di affrontare il tema della presidenza della Repubblica, non è una partita di ‘Indovina chi?’. Berlusconi non si è risentito del fatto che io abbia incontrato la Moratti, sono ricostruzioni giornalistiche un po’ forzate. Si tratta di normale dialettica. Vorrei un presidente che faccia rispettare le regole, che abbia a cuore la Costituzione e che voglia difendere la sovranità italiana e popolare“, ha chiarito Giorgia Meloni a margine della presentazione del volume “Pedagogia e politica. Costruire comunità pensanti“, a cura di Luciano Violante, alla quale era presente anche Enrico Letta.

“Letta avversario leale, ci confrontiamo senza criminalizzazioni né inciuci”


E proprio del segretario del Partito Democratico ha parlato Meloni: “Io e Letta siamo ormai la Sandra e Raimondo della politica italiana. Il confronto è sempre utile. Non condivido il modello italiano che passa dalla criminalizzazione dell’avversario direttamente all’inciucio. Letta oggi è il segretario del primo partito italiano e io il segretario del secondo, siamo due avversari leali. Non ho bisogno di dire agli avversari che sono dei mostri, chiedo agli altri di fare lo stesso“, le sue parole.

Letta: “Covid e cambiamento climatico: politici devono avere anche competenze tecniche”


Alla presentazione del volume “Pedagogia e politica. Costruire comunità pensanti” di Luciano Violante, come detto, era presente anche il segretario del PD. “A proposito della pandemia, chi prende le decisioni? Le prende il virologo, l’autorità sanitaria o il politico? Su questi temi, come ad esempio il cambiamento climatico e i big data, oggi i decisori politici devono essere capaci anche di capire qualcosa in più sugli aspetti scientifici. Se la politica non si interfaccia con le questioni tecniche diventa tutto complicato“, ha spiegato Enrico Letta.


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