Immigrazione, Schlein: “Superiamo il regolamento di Dublino”

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In vista delle primarie del Pd, Elly Schlein, candidata alla segreteria del partito, ha fatto visita al Parlamento europeo a Bruxelles, rispondendo anche alle domande della stampa. Sull’immigrazione ha ribadito la necessità di superare il regolamento di Dublino, secondo il quale è sempre lo Stato di primo approdo di un migrante a doversi occupare di tutto il “sistema” accoglienza, inclusa la domanda di asilo. Ciò impedisce che i richiedenti di tale diritto facciano richiesta in più Stati membri.

La storia ha dimostrato che la solidarietà flessibile su base volontaria non funziona. Nonostante questo Parlamento abbia parlato di condivisione equa delle responsabilità sulla questione dell’immigrazione, noi sappiamo che non è mai stato così“, ha osservato Schlein. “Solo 6 stati membri su 27 in tutti questi anni hanno affrontato circa l’80% delle richieste d’asilo presentate all’Ue. Superiamo il regolamento di Dublino e continuiamo questa battaglia“, ha aggiunto.

Giarrusso, Schlein: “Non commento l’accaduto”

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Sull’avvicinamento di Dino Giarrusso, ex eurodeputato del Movimento 5 Stelle, al Pd e, in particolare, al candidato Stefano Bonaccini, Schlein ha preferito non rilasciare commenti. “Quello che posso dire è che il mio sforzo in questa campagna è quello di far tornare a casa gli elettori che hanno smesso di credere nel Partito democratico“, ha aggiunto.

“Donzelli e Delmastro dovrebbero dimettersi”

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Non è mancata una parentesi su quanto avvenuto negli ultimi giorni alla Camera, dove Giovanni Donzelli, deputato di Fratelli d’Italia, ha diffuso delle informazioni riservate sugli incontri che l’anarchico Alfredo Cospito avrebbe avuto con alcuni boss della mafia. In un secondo momento, Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia, ha ammesso di essere stato lui a mettere al corrente Donzelli di quanto avvenuto.

Delmastro e Donzelli dovrebbero dimettersi. Il primo perché ha rivelato informazioni segrete, mettendo a rischio il lavoro degli inquirenti e la sicurezza dello Stato; il secondo perché ha ritenuto di divulgare in aula quelle informazioni per colpire il Partito Democratico con affermazioni tanto gravi da meritare l’attenzione della magistratura“, ha commentato Schlein, che poi ha aggiunto di essere stupita dal silenzio di Giorgia Meloni sull’accaduto.

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