Fico riprende Sgarbi sull’uso della mascherina: tensione alla Camera

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Non è certo una sorpresa l’ennesimo attacco all’uso della mascherina da parte di Vittorio Sgarbi, come dimostra l’atteggiamento contrario dimostrato più volte negli ultimi mesi. Nel corso di un suo intervento alla Camera dei Deputati nella giornata di giovedì, il critico d’arte è stato richiamato da Roberto Fico, presidente dell’assise. Il motivo era il posizionamento della mascherina, che mentre Sgarbi parlava gli si era abbassata lasciandogli scoperto il naso. La risposta non si è fatta attendere e Fico ha dovuto richiamare Sgarbi all’ordine.

Il richiamo di Fico e la risposta del critico d’arte

“Onorevole Sgarbi, la mascherina”. Queste le prime parole di richiamo, da parte del presidente della Camera Roberto Fico, che hanno interrotto l’intervento di Sgarbi, il quale stava presentando una critica nei confronti delle misure disposte dal nuovo Dpcm. “La mascherina… Mi dovrò far fare un certificato medico, perché ho problemi respiratori e dunque sarei esentato dall’indossarla come prevede proprio l’ultimo decreto – ha chiosato il critico d’arte, deputato dell’area centrista del Gruppo Misto -. Lo porterò a lei, illustrissimo signor Fico. Avrò la bocca libera, parlerò senza censura“.

“E poi me lo porta – ha risposto Fico -. Ma ora andiamo avanti, perché deve concludere”. L’ulteriore richiamo ha indispettito Sgarbi, che ha proseguito la sua disamina negativa nei confronti del decreto firmato pochi giorni fa dall’esecutivo, accusando il governo di limitare la libertà dei cittadini.

‘Sgarbi vs mascherina’: non è la prima volta

Non è la prima volta che Sgarbi attacca le limitazioni disposte dal Consiglio dei Ministri, con particolare riferimento all’utilizzo della mascherina: nel corso dei mesi, ha definito lo strumento “una pantomima”, sostenendo l’esagerazione, a suo parere, di alcune misure anti-Covid ed emettendo, da sindaco del comune viterbese di Sutri, un’ordinanza per punire l’utilizzo della mascherina, in aperto contrasto con le soluzioni disposte dal governo su indicazione del Comitato tecnico-scientifico.

Ordinanza tra l’altro impraticabile, perché scavalcata proprio dal Dpcm e dalle norme anti-Covid della Regione Lazio.

 

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