Fase 2, Milano: le decisioni di Sala contro gli assembramenti

Dopo l'incontro con il prefetto, il sindaco del capoluogo lombardo ha annunciato le decisioni attraverso i canali social ufficiali

newsby Redazione26 Maggio 2020



Assegnazione di specifiche zone di Milano a diversi rami delle forze dell’ordine e divieto di acquistare alcolici d’asporto oltre le ore 19. Sono queste le due decisioni prese dal sindaco del capoluogo lombardo, Giuseppe Sala, all’indomani dell’incontro con il prefetto Renato Saccone, avvenuto nella serata di lunedì. Il primo cittadino ha specificato la natura dei provvedimenti, e i motivi dietro ciascuna decisione, in un messaggio trasmesso da Palazzo Marino attraverso i suoi canali social ufficiali.

Il sindaco: “Né sceriffi né giustizieri della notte”

“Ieri sera mi sono incontrato col prefetto – ha esordito Sala -. Il tema era trovare correttivi alla questione degli assembramenti serali e notturni. Abbiamo preso due decisioni: la prima è quella di lavorare sui ruoli delle forze dell’ordine, cioè Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Locale e Guardia di Finanza, assegnando loro specifici segmenti della città per cercare di controllarla al meglio. La seconda è che dalle 19 in poi i bar e i locali non potranno servire alcolici e superalcolici da asporto. Si potrà continuare a consumarli, ma seduti di fronte ai locali”.

È chiaro che siamo in una situazione in cui ‘come la fai, la sbagli’ – ha aggiunto il sindaco di Milano – ed è anche chiaro che non ci penso nemmeno a convincere della bontà delle mie azioni. Quello che voglio fare è spiegare: la ratio di questa decisione è che non vogliamo fare né gli sceriffi né i giustizieri della notte ma non possiamo rimanere impassibili di fronte alle situazioni che stiamo vedendo”.

“Non guarderò al consenso”

“L’unica garanzia che voglio dare ai miei concittadini è che io continuerò a ragionare con la mia testa – ha poi dichiarato Sala, avviandosi alla conclusione del suo messaggio –, continuerò a pensare al meglio per la mia comunità, non guarderò al consenso. In questo momento c’è una cosa che è rilevante, cioè il futuro di Milano, e una che è irrilevante, il mio futuro personale. Voglio continuare a lavorare per la mia città perché il punto centrale è il futuro di Milano”.


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