Draghi: “Operatori non vaccinati? Interverremo, e su Usa e Russia…”

Draghi, accompagnato dal ministro Speranza, fa il punto sui temi caldi dell'attualità: "Contratti con Sputnik? Starei attento. E con Biden Ue è tornata centrale"

Newsby Redazione 26 Marzo 2021

Il governo intende intervenire. Non va assolutamente bene che operatori sanitari non vaccinati siano a contatto con malati. Né va bene che siano mandati a essere a contatto con malati La ministra Cartabia sta preparando un provvedimento a riguardo“. Lo afferma senza giri di parole il premier Mario Draghi in conferenza stampa.

Draghi: gli operatori sanitari e le novità sulla scuola

Naturalmente la forma di questo provvedimento, come si esplica è ancora tutto da vedere. Incluse le sanzioni che saranno previste“, ha aggiunto Draghi. Che poi ha ceduto la parola a Roberto Speranza. E il ministro della Salute ha voluto fare chiarezza sulla situazione: “Voglio aggiungere che questa norma è al nostro vaglio, però dobbiamo anche riconoscere che la missione del personale sanitario è stata straordinariamente rilevante. Interverremo quindi su una quota molto residuale. Va detto, perché il lavoro degli operatori sanitari è stato straordinario e il loro è stato un esempio positivo per tutti“.

Altro tema di scottante attualità è quello sull’istruzione e la didattica a distanza. E Draghi ha ribadito un’indicazione già illustrata negli scorsi giorni: “Confermo la riapertura delle scuole fino alla prima media. Si cercherà di avere una riapertura ordinata. La scuola è un punto di contagio limitato solo in presenza di altre restrizioni. Ciò che è fonte di contagio è tutto ciò che avviene attorno alla scuola. Quindi più si alza l’attività scolastica, più aumentano le possibilità di contagio“.

I rapporti dell’Italia con Usa e Russia (e la situazione Sputnik)

Draghi quindi è passato a parlare dei rapporti con l’estero. Altro argomento sul quale le discussioni, nelle ultime settimane, non mancano. “Biden ha riaffermato che il pilastro della politica estera americana è l’Unione europea – ha spiegato il presidente del Consiglio –. Un tempo si diceva gli Usa guardano all’est, all’Asia. Era in posizione equidistante. Oggi no, c’è un solo alleato fondamentale ed è l’Ue. L’amministrazione Usa precedente in tema di tassazione delle multinazionali digitali era di totale chiusura. Ora invece la nuova amministrazione ha aperto ad accordi internazionali per la tassazione delle società digitali“.

Quindi la Russia, e la vicenda vaccini. “Starei attento a fare contratti su Sputnik“, ha ammesso chiaramente Draghi. Che poi ha spiegato il motivo: “Ieri la presidente della commissione ha messo in luce come, da un’indagine con il fondo d’investimento russo, loro possono produrre massimo 55 milioni di dosi. Di queste, il 40% sarebbe prodotto in Russia e il resto all’estero. È vaccino in due dosi, a differenza di Johnson & Johnson, e all’Ema non è stata ancora presentata formale domanda su questo. Ma stanno facendo review delle varie componenti, e non si prevede che l’Ema si pronunci prima di tre o quattro mesi. Se va bene, il vaccino sarebbe disponibile nella seconda parte dell’anno“.

Draghi sull’esportazione del vaccino e sul Def

Interrogato sul tema dell’esportazione dei vaccini anti Covid-19 verso la Gran Bretagna, invece, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha spiegato: “Il blocco dell’export è completamente condiviso. La decisione dei Paesi Ue è unanime. Però ora l’enfasi è tutta sul blocco. Noi però non ne usciamo con i blocchi, ma con la produzione dei vaccini. È l’unica cosa che ci farà uscire dalla pandemia. E ci ridarà fiducia nel tornare a viaggiare, a costruire relazioni“.

Infine, la situazione interna. “Si pensa che lo scostamento di bilancio debba essere alla data della presentazione del Def, quindi a metà aprile. Non annunciamo i numeri per vedere l’effetto che fa. Si vede quali e quanti sono i bisogni e da questo emerge lo scostamento necessario“, ha concluso Draghi.

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