Draghi e il nodo M5s: “Ho parlato con Conte, il Governo non rischia”

"Abbiamo cominciato a chiarirci. Ci risentiamo domani", afferma Draghi, che poi entra nel dettaglio del rafforzamento Nato in Italia

newsby Redazione29 Giugno 2022



Ci siamo parlati con Conte poco fa, l’avevo cercato stamattina ma poi mi ha richiamato lui. Abbiamo cominciato a chiarirci. Ci risentiamo domani per vederci al più presto. Il Governo non rischia, questo no“. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, a margine del vertice Nato a Madrid.

Draghi e Conte: l’ipotesi strappo e il chiarimento del Premier

Il riferimento è alle voci esplose senza controllo nelle ultime ore, secondo cui lo stesso Draghi avrebbe fatto pressioni nel M5s affinché si arrivasse a sostituire il capo politico Giuseppe Conte. Lo stesso ex presidente del Consiglio aveva commentato con molta severità questa ipotesi, nel corso di un confronto con i parlamentari pentastellati. Nell’occasione anche Beppe Grillo si è recato a Palazzo Madama.

Da Madrid, peraltro, Draghi ha scelto di non entrare nel dettaglio della domanda che gli era stata posta. La sua risposta sul chiarimento con Conte, infatti, è arrivata dopo che gli era stato chiesto: “Conte la accusa di aver chiesto a Grillo la sua testa. È vero?“. Sul tema, in altre parole, non è arrivata certo una conferma, ma nemmeno una smentita da parte del presidente del Consiglio.

Italia e Nato: le nuove truppe Nato presenti sul nostro territorio


Inevitabilmente, però, altro tema caldissimo è quello che riguarda la guerra in Ucraina. “Non c’è rischio di un’escalation, però bisogna essere pronti. Ad oggi non c’è rischio escalation” con la Russia. Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi, a margine del vertice Nato a Madrid. In questo caso, le domande dei giornalisti riguardavano il rafforzamento militare degli Usa in Europa, e anche in Italia.

Saranno 70 militari americani in più e un sistema di difesa aerea le nuove forze che gli Usa schiereranno in Italia. Il ministero della Difesa mi ha spiegato che si tratta di un assestamento già in programma. Il sistema di difesa aerea, certo, deve andare a rinforzare il fianco orientale dell’alleanza. In Bulgaria e Ungheria saranno mandati circa 2 mila soldati. In Italia c’è uno stanziamento di 8 mila soldati, pronti nel caso ci fosse necessità. La Nato poco fa ha prodotto un chiarimento su questa situazione“, ha aggiunto Draghi.


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