Dpcm, approvata la risoluzione:
la Camera ritrova il numero legale

Sciolto il nodo delle assenze causate dal protocollo Covid: anche i deputati in quarantena fiduciaria sono considerati "in missione". L'opposizione non ha votato

newsby Lorenzo Grossi7 Ottobre 2020



L’aula della Camera dei Deputati ha approvato con 253 sì e 3 no (17 gli astenuti) la risoluzione della maggioranza, dopo la giornata tribolata di martedì, sul nuovo dpcm. Questa risoluzione impegna il governo a “disporre la proroga dello lo stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021”. E “a provvedere affinché su tutto il territorio nazionale sia introdotto l’obbligo di indossare la mascherina”. Anche “nei luoghi all’aperto e per l’intero arco della giornata”. Le opposizioni hanno deciso di non votare.

Ora il Consiglio dei Ministri per il nuovo dpcm

Il documento è stato presentato a seguito delle comunicazioni del ministro della Salute, Roberto Speranza, in vista del nuovo dpcm sull’emergenza Coronavirus. Ora è prevista una seduta del Consiglio dei Ministri che prenderà atto degli indirizzi del Parlamento, visto che invece il Senato si era espresso regolarmente ieri. È stata invece bocciata la risoluzione delle opposizioni, con la quale si sollecitava, tra le altre cose, la presenza in aula del presidente del consiglio, Giuseppe Conte. Proprio nella giornata di oggi scade il dpcm del 7 settembre.

In serata alle ci sarà l’incontro tra il governo (tramite il ministro Boccia), Regioni e Comuni con al centro proprio il nuovo dpcm contenente le nuove misure anti-Covid. Si va verso l’obbligo di mascherina all’aperto se vicini a non conviventi. Stretta sui controlli. Multe da 400 a 1.000 euro per chi è senza protezione. Possibilità per le Regioni di stabilire deroghe alle disposizioni del governo solo se più restrittive.

L’assemblea è tornata al voto sulle risoluzioni. Nel corso delle votazioni di ieri la seduta era risultata per due volte non in numero legale a causa dell’assenza dei deputati in quarantena fiduciaria. In base alla decisione assunta successivamente dalla giunta per il regolamento di Montecitorio, anche tali parlamentari sono da considerarsi, da oggi, “in missione”. In questo modo viene sciolto il nodo delle assenze causate dal protocollo Covid. Anche se questo riguarda solamente le votazioni a maggioranza semplice.


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