Recovery, oggi il dl reclutamento sarà presentato in Cdm

Elaborato da Renato Brunetta, il ministro per la Pubblica Amministrazione, il decreto legge prevede dei concorsi pubblici in 100 giorni e le prime assunzioni per l’attuazione del Recovery plan

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Palazzo Chigi (foto Wikimedia Commons | Simone Ramella CC BY 2.0)
newsby Alessandro Bolzani4 Giugno 2021


Potrebbe essere la giornata decisiva per il dl reclutamento. Dopo essere stato valutato ieri dalla cabina di regia, nella mattinata di oggi, venerdì 4 giugno, il provvedimento sarà presentato in Consiglio dei ministri. Elaborato da Renato Brunetta, il ministro per la Pubblica Amministrazione, il decreto legge prevede dei concorsi pubblici in 100 giorni e le prime assunzioni per l’attuazione del Recovery plan. Negli ultimi giorni, vari ministri hanno chiesto di allargare le maglie del provvedimento e di renderlo uno strumento per assumere di migliaia di dipendenti pubblici in più, ma ieri il premier Draghi le ha respinte tutte. Il presidente del Consiglio ha limitato le nuove assunzioni a quelle già previste dal Piano nazionale di ripresa e resistenza. Si parla di 350 persone per la rendicontazione finanziaria, 1.000 esperti da attribuire alle regioni per le semplificazioni e oltre 16mila assunzioni per l’ufficio del processo.

Dl reclutamento, La richiesta di Bonetti e Orlando

Il dl reclutamento, assieme alle semplificazioni e alla governance, è uno dei pilastri su cui si poggerà l’attuazione del Pnrr italiano, quando (presumibilmente da luglio) inizieranno ad arrivare le prime risorse. Durante la cabina di regia di ieri, i ministri Elena Bonetti e Andrea Orlando hanno chiesto di introdurre anche per la Pa il vincolo all’assunzione di almeno il 20% di giovani e donne, lo stesso che dovranno rispettare i privati. Brunetta, pur essendo d’accordo con l’idea di introdurre un meccanismo simile, ha spiegato che al posto di fissare una quota sarebbe meglio creare delle commissioni ad hoc per verificare l’equilibrio generazionale e di genere.

L’assegno unico

In Cdm si parlerà anche del provvedimento ponte per l’assegno unico, che su iniziativa del ministro Bonetti farà partire a luglio la misura per le famiglie che oggi non hanno accesso ai sostegni. La misura andrà da un minimo di 30 euro a un massimo di 218,8 euro al mese per ciascun figlio. Dalla bozza emerge che ne avranno diritto i nuclei famigliari fino a 50mila euro di Isee. Le famiglie con Isee fino a 7000 euro e con almeno tre figli avranno 217,8 euro a figlio. Sono previsti 50 euro in più per ciascun figlio disabili. Potrà accedere all’assegno unico chi paga le tasse in Italia ed è residente nel Paese da almeno due anni. Anche i titolari di permesso di soggiorno (almeno semestrale) per motivi di lavoro o di ricerca ne potranno beneficiare.


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