Decreto lavoro, Calenda: “Giusto tagliare il Rdc, ma ora serve il salario minimo”

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Il decreto lavoro continua a fare discutere. Mentre alcuni esponenti dell’opposizione lo bocciano in toto, altri sono favorevoli ad alcune delle misure introdotte dal Governo Meloni. Tra di loro c’è anche Carlo Calenda. Pur ritenendo il taglio del cuneo fiscaleuno dei più bassi” di sempre, il leader di Azione l’ha comunque definito un dato positivo e incontestabile. “Manca, però, la possibilità di rafforzamento di formazione delle agenzie private e un salario minimo da fare con i sindacati“, ha sottolineato a margine del forum Ansa in Piazza Venezia. Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, Calenda ha ricordato che Azione è favorevole “alla riduzione per chi è in grado di lavorare. Insieme al taglio del reddito, però, bisogna promuovere il salario minimo“. Quest’ultima, assieme al rafforzamento delle agenzie private per la formazione del personale, sarà una delle proposte che il partito presenterà il parlamento.

Decreto Lavoro, Renzi: “Leggendo bozza taglio tasse di 2,9 mld. Meloni bugiarda”

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Più negativa, invece, la reazione di Matteo Renzi, ormai ex alleato di Calenda. “La Meloni ha detto che ha fatto il taglio delle tasse più importante dell’ultimo decennio. È falso. Secondo la premier è di 4 miliardi, ma leggendo le bozze è di 2,9 miliardi di euro. Solo gli 80 euro valgono 10 miliardi all’anno“, ha spiegato il leader di Italia Viva ai giornalisti che l’hanno intercettato fuori da Palazzo Madama mentre si recava alla sede de Il Riformista per la prima riunione editoriale. “Ripristino degli 80 euro? Tecnicamente non è vero, ma la misura di 10 anni fa l’hanno tutti contestata e solo ora hanno cominciato a capire che aiutava chi guadagnava 1000 euro al mese – ha continuato -. Dopodiché, se la Meloni dice che ha fatto un taglietto alle tasse, io sono contento perché è vero. Se invece dice che ha fatto il taglio delle tasse più clamoroso della storia è falso“.

Decreto Lavoro, Ronzulli: “Va nella giusta direzione, sono assurde le lamentele”

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Licia Ronzulli, la Capogruppo di Forza Italia al Senato, ha risposto alle critiche di Renzi dicendo che il leader di Italia Viva sta semplicemente cercando di portare acqua al suo mulino. “Per noi è un decreto che va nella giusta direzione. Siamo a sei mesi dall’inizio della legislatura e abbiamo già raggiunto ottimi risultati. Abbiamo messo le basi per i lavoratori dipendenti, quindi lamentarsi per i 100 euro è assurdo, che siano i sindacati o Renzi“, ha dichiarato fuori da Palazzo Madama. “L’inflazione non dipende da noi ma da fattori esogeni. L’Italia ha ancora margine per aiutare le famiglie – ha continuato -. Se verrà prorogato il taglio? La volontà è questa“.

Foti: “Mettiamo in tasca dei cittadini dei soldi. Poi vedremo cosa succederà”

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Fuori dalla Camera, Tommaso Foti, il Capogruppo di Fratelli d’Italia, ha dichiarato che con il decreto lavoro non è stato ripristinato il bonus Renzi. “È un’altra cosa“, ha specificato. “Bonus a tempo determinato? Beh, sei lei avesse 100 euro in più in busta paga, cambierebbe qualcosa. Vediamo cosa succederà ma intanto mettiamo in tasca dei cittadini dei soldi – ha continuato -. Renzi dice che Meloni non conosce la matematica? Anche lui non la conosce molto, visto come gli è andato il referendum“.

Richetti: “Serve il testo, per ora solo uno spot”

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L’esponente di Azione Matteo Richetti ha sottolineato la necessità di visionare il testo definitivo del decreto lavoro prima di poter dare un parere informato. “Al momento abbiamo solo l’annuncio della Premier“. Sulla base di quanto dichiarato è però possibile fare già alcune osservazioni: “Se tu dividi tra abili e non abili al lavoro, per i primi devi affiancare questo strumento al salario minimo. Altrimenti rischi di immetterli nel mercato del lavoro senza un sistema di tutele. Gli togli il Rdc e gli dai un salario di 3-4 euro all’ora, che rischia di essere meno del reddito. Qui bisogna fare i conti con la realtà. Poi è la seconda puntata del Def. Rischia di essere una misura spot“, ha concluso.

 

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