Ddl Zan, il ritorno del ‘ritardatario’ Ciampolillo: “Ho salvato io il testo”

È molto probabile che sia stato suo il voto decisivo per non sospendere l’esame del testo in Senato. Il precedente sulla fiducia al Conte 2

Ddl Zan, il ritorno del ‘ritardatario’ Ciampolillo: “Ho salvato io il testo”
Lello Ciampolillo
newsby Lorenzo Grossi14 Luglio 2021


Dopo sei mesi Lello Ciampolillo torna a essere il “fulcro” della politica parlamentare. Quando si trattò di decidere il destino del governo Conte 2 il senatore ex 5 Stelle si presentò all’ultimo secondo in Senato. Ma alla lunga il suo apporto non fu decisivo. Oggi, in occasione del voto sulle questioni sospensive presentate da Forza Italia e Lega per interrompere l’esame del ddl Zan, Ciampolillo è arrivato ancora in Aula al fotofinish, insieme al senatore Merlo. Le sospensive sono poi state bocciate per un solo voto di scarto. “Ho salvato il ddl Zan? Pare proprio che sia così”, ha detto all’AdnKronos il senatore del Gruppo Misto, indiziato (quindi) per aver deciso all’ultimo momento di votare a Palazzo Madama.

Lello Ciampolillo, l’uomo da ‘Var’: dalla fiducia al Conte 2 al ‘salvataggio’ del ddl Zan

Lello Ciampolillo era stato protagonista nel finale della discussione in Senato la sera del 19 gennaio scorso, alle ore 22.23. L’ex pentastellato aveva chiesto di votare dopo essere stato assente alle due chiame, ma la presidente Casellati lo avevo bloccato: “Avevo già chiuso la votazione della seconda chiama”. Là esplosero le proteste dell’Aula, tanto che Casellati pretese di rivedere il video della votazione. Qui nacque la discussione sul fatto se fosse arrivato in tempo per esprimere il proprio voto oppure no. Contornato dal commento goliardico di alcuni senatori: “È l’assistenza video, il Var”. Alla fine la seconda carica dello Stato riammise al voto sia Ciampolillo sia l’altro ‘assente’ Riccardo Nencini, che votarono entrambi sì al Conte 2.

La lotta a favore degli ulivi e i mancati rimborsi ai 5 Stelle

Nato a Bari il 2 Febbraio 1972, il ‘Renato Cesarini’ del Senato alle elezioni amministrative del 2009 è stato il candidato dei pentastellati per la carica di sindaco di Bari dove ha ottenuto appena 749 voti (0,4% dei consensi). Nel 2013 è stato eletto senatore nella circoscrizione Puglia per il Movimento 5 Stelle, divenendo il 7 maggio dello stesso anno membro della VIII Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni) e dal 5 giugno di quella per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.

Celebri le sue battaglie contro i provvedimenti di contrasto al batterio Xylella mediante l’abbattimento degli olivi. Viene rieletto al Senato nel 2018, ma il 31 gennaio 2020 viene espulso dal partito al termine dell’istruttoria sui mancati rimborsi. Qualcuno sui social, ironicamente, lo ha proposto come prossimo Presidente della Repubblica. Mai dire mai, nella vita. Tenendo (anche) conto che il mandato di Mattarella scadrà il giorno dopo che Ciampolillo avrà compiuto 50 anni; l’età minima per essere eletto al Quirinale.


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