Covid, Sala boccia tampone per vaccinati: “Fatico a capirlo”

Il sindaco di Milano ha incontrato i cronisti in occasione del classico brindisi natalizio a Palazzo Marino: un'occasione per parlare di diversi temi

newsby Antonio Lopopolo20 Dicembre 2021



La situazione contagi da Covid-19 preoccupa sempre più giorno dopo giorno, benché le misure che il governo sta studiando per affrontarle facciano sollevare qualche sopracciglio. Accade, ad esempio, a Milano, dove il sindaco Giuseppe Sala ha bocciato l’idea di sottoporre a tampone anche le persone vaccinate per l’accesso ai grandi eventi.

Sala: “Tampone per vaccinati? Deterrente per andare nei luoghi di cultura”

“Tampone per grandi eventi e luoghi di cultura? Può essere un deterrente ad andarci ha detto il primo cittadino del capoluogo lombardo a margine del classico brindisi natalizio con la stampa a Palazzo Marino. “Io non commento mai ma faccio un po’ di fatica a capirlo”.

“Perché stiamo spingendo talmente tanto sul vaccino e sul Green pass che se poi ci serve anche il tampone? – ha poi ribadito Sala -. È proprio qualcosa che faccio fatica a capire“.

“Aumento contagi, viviamo alla giornata”


Parlando nello specifico dei dati in aumento, Sala ha poi dichiarato: “Certamente siamo preoccupati. Ormai dobbiamo abituarci a vivere alla giornata e sapere che le decisioni che prendiamo hanno valore per per quel momento. Poi bisogna modificarle”.

“Il punto è chi più viene penalizzato dalla situazione che emerge – ha però specificato -. Se dovessimo andare in zona gialla, non è che bar e ristoranti non siano penalizzati ma pensate al mondo della cultura. Da quello che capisco fino a Natale la situazione è tranquilla, vedremo dopo. Ma comunque noi su Capodanno abbiamo già molto limitato i nostri eventi. Non so cosa si possa fare al di là di rispettare le misure che andranno prese se andiamo in zona gialla”.

“Mascherine all’aperto? Se ce lo chiedono diciamo sì”


Al di là del possibile passaggio in zona gialla, l’idea è quella di ampliare a tutto il territorio di Milano l’obbligo di indossare la mascherina, anche all’aperto. “Vediamo come va, se servisse lo potremmo fare – ha detto Sala in merito -. Sono in contatto con la Moratti e con Fontana sempre, faremo quello che ci diranno e lo faremo come sempre senza aspettare troppo e senza cullarci in troppi dubbi e pensieri”.

“Consiglio a tutti di stare attenti a convegni, cene e festeggiamenti perché la mascherina la si toglie in questi casi e questo fa la differenza” ha aggiunto il sindaco della città meneghina.

Gli altri temi: beneficenza a Natale e questione stadio


Davanti ai cronisti, comunque, Sala non ha parlato solo di Covid. Il primo cittadino di Milano ha anche indicato un paio di appuntamenti di beneficenza che lo coinvolgono direttamente. “A Natale andrò prima a Niguarda a portare i regali ai bambini, poi andrò a messa in una chiesa del quartiere – ha rivelato -. Inoltre ho sentito Fra’ Marcello dell’Opera San Francesco e andrò a servire a tavola”.

Non voglio farmi pubblicità, lo faccio con il cuore – ha poi spiegato -. D’altro canto ho una situazione un po’ anomala: non ho più genitori, non ho fratelli, non ho figli, ho una famiglia acquisita che però a Natale si incontra. Quindi sono da solo a Natale“.


Sala ha infine parlato anche della questione stadio. “A tutti coloro che sono interessati ai destini di San Siro – ha annunciato – dico che il dibattito va bene ma la cosa importante è che siamo tutti intorno al tavolo: la giunta, rappresentata da me, il Consiglio comunale, le squadre e i rappresentanti dei comitati“.

“Io manifesto la mia disponibilità a esserci, a spiegare perché abbiamo preso una decisione e cosa intendiamo fare – ha aggiunto -. Abbiamo dato il pubblico interesse dopo tanto tempo di lavoro, non è che ci si può aspettare da me che dica che abbiamo sbagliato. Quella è la nostra via. Quello che ci si può aspettare è un dibattito rispetto a San Siro. Non esiste nessuna funzione pubblica gestita dal Comune che abbia senso in San Siro ma se qualcuno facesse una proposta e una offerta non avrei nulla da dire e cercherei di collaborare”.


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