Coronavirus, l’annuncio di Cirio: “Presto Piemonte zona arancione”

Il presidente della Regione Piemonte mostra ottimismo anche se sul Natale specifica: "Ce lo dovremo meritare, serve responsabilità"

newsby Sara Iacomussi19 Novembre 2020



“I dati ci dicono che il Piemonte sta diventando zona arancione. Ci confermano un rallentamento significativo del contagio, con un indice Rt che dall’1,37 della scorsa settimana è ancora sceso ed è ora vicino al valore 1. Mostra ottimismo davanti ai cronisti il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, secondo cui non manca molto perché i parametri fissati dalle autorità sanitarie (i ventuno criteri stabiliti per l’assegnazione dei ‘colori’ per le singole Regioni e per le due Province autonome) confermino la ‘promozione’ dalla zona rossa a quella arancione, a rischio medio-alto.

Cirio: “Segnali positivi dopo sacrifici dolorosi”

“Sono segnali positivi che dimostrano un percorso virtuoso ma che va fatto giorno per giorno – aggiunge Cirio -. Vogliamo che questi sacrifici dolorosi e difficili siano accompagnati da una prospettiva di normalità stabile. Il timing è automatico, perché sono valori oggettivi e scientifici. Siamo entrati come valori in zona arancione il 13 novembre quindi il 27 novembre scadrà il tempo di prova. Dopo si potrà partire verso la zona gialla.

“Il Natale? Dobbiamo guadagnarcelo”

Così come nel resto d’Italia, anche in Piemonte tiene banco il dibattito su cosa sarà necessario aprire a dicembre, a ridosso delle festività natalizie. “Ciò che si aprirà e chiuderà lo decide il Dpcm: questo è stabilito dal colore della zona in cui ci si trova – spiega Cirio -. Noi possiamo disciplinare le modalità di apertura, con buonsenso e spirito di condivisione degli obiettivi con i Comuni e, soprattutto, con le categorie interessate“.

“Il Natale? Dovremo guadagnarcelo con i fatti, continuando a essere responsabili – conclude il governatore piemontese -. L’estate che ha vissuto l’Italia, come il resto d’Europa, non è stata un’estate responsabile. L’abbiamo pagata. Non possiamo più permetterci di fermare il Paese, non possiamo più permetterci di fermare il Piemonte. Per questo, adesso, ci vogliono rigore, prudenza e soprattutto le risorse economiche per aiutare quelle aziende che sono rimaste ferme”.


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