Consultazioni, i 5 Stelle al Quirinale:
“Sosteniamo Conte e senza veti”

Il reggente Vito Crimi esprime la posizione del Movimento al termine del colloquio con Mattarella e non pone esplicitamente esclusioni nei confronti di Matteo Renzi

newsby Lorenzo Grossi29 Gennaio 2021



Il Movimento 5 Stelle chiude questo primo (e chissà se unico) giro di consultazioni al Quirinale per risolvere la crisi di governo. In vista del colloquio con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si sono presentati il capo reggente Vito Crimi e i capigruppo di Camera e Senato: rispettivamente Davide Crippa ed Ettore Licheri. La delegazione pentastellata, giunta al Colle subito dopo quella di centrodestra, ha espresso al Capo dello Stato la propria posizione in merito alla nascita del nuovo esecutivo. Le curiosità erano concentrate soprattutto su un veto o meno su Matteo Renzi e Italia Viva.

Le parole del capo reggente dei 5 Stelle dopo le consultazioni


Queste le parole di Crimi prima di lasciare il Quirinale. “Le ragioni di questa crisi sono incomprensibili anche a noi. Abbiamo spesso un fatto indietro per farne fare due al Paese”. Il Movimento 5 Stelle rivendica il lavoro che il governo Conte ha fatto soprattutto in Europa. Crimi aggiunge che non è il momento di “veti” né di “personalismi”. “È il momento di fare un passo in avanti come Paese. Siamo disponibili a un confronto con chi intende dare risposte concrete agli italiani”. A partire dal perimetro di maggioranza. “Ma con un patto di legislatura. E con una sola persona possibile a guidare il nuovo governo: Giuseppe Conte.

Non è stata quindi, almeno esplicitamente, chiarita la posizione nei confronti dei renziani. Ma l’apertura del Movimento 5 Stelle, direttamente dal Quirinale, sembra la più ampia possibile. Insomma: si cominci il confronto dentro l’ex maggioranza e lo si concluda al più presto. Il segnale politico sembra chiaro e ora toccherà a Renzi la prossima ‘mossa’. Di certo, adesso Mattarella prenderà a breve una decisione: se affidare l’incarico a Conte, se invece assegnarne uno esplorativo a una figura istituzionale (Roberto Fico) o se mettere in agenda un secondo giro di consultazioni.


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