Sicuri che la Casellati al Quirinale sia una buona idea?

Quando la coalizione di centrodestra ha calato il tris di nomi candidati a presidente della Repubblica, tra questi non c’era, ma solo apparentemente, quello di Maria Elisabetta Alberti Casellati. Eppure le voci sulla presidente del Senato al Quirinale sono diventate sempre più insistenti tanto che già stamattina il leader della Lega, Matteo Salvini, potrebbe proporla dopo il “no” del centrosinistra al tris proposto ieri. Facendo venire gli incubi a Letta.

Ma potrebbe esserci anche una seconda strada. Ad esempio quella di forzare la mano prima della quarta votazione, provando a portare la presidente del Senato al Quirinale attraverso un accordo con Matteo Renzi o con il Movimento 5 Stelle. Dando in cambio proprio la posizione attuale della Casellati a chi dovesse essere d’accordo.

Casellati, la promessa di Salvini al Papeete

Che il nome preferito di Salvini per il Quirinale fosse quello di Casellati non è certo una novità. Tanto che, scrive oggi Repubblica, il leader della Lega aveva già “promesso” il Colle a Casellati nell’estate 2019, quand’era accolto sui palchi del Papeete. E va anche ricordato che durante la crisi di governo, sbagliandosi per ben due volte nella stessa seduta, lei chiamò lui “presidente” (anche se era ministro). Anche il Corriere della Sera oggi attribuisce al centrodestra la tentazione di forzare la mano su Casellati. Salvini è convinto che “ce la si possa fare” e per lui un’elezione della presidente del Senato costituirebbe una chiara vittoria politica.

Una donna al Colle?

Di una donna al Quirinale se ne parla da tempo (non troppo, ci mancherebbe) ma l’idea è sempre rimasta un po’ in sordina. Eppure la non-nomina di Elisabetta Casellati “non ha bisogno di essere candidata” ha specificato Salvini, porta con sé gli echi mai sopiti dei comportamenti non certo integerrimi della presidente del Senato. E, solo per il fatto che potrebbe essere la prima donna al Colle nella storia d’Italia, non significa che i suoi comportamenti in passato la passeranno liscia.

L’appoggio a Berlusconi

Il nome della Casellati come presidente della Repubblica ha fatto storcere il naso a più di una persona. Forse perché quando divenne la prima donna presidente del Senato si dichiarò apertamente berlusconiana, e non mancò di dare a Berlusconi il suo appoggio, rischiando più di una gaffe.

C’è chi ricorda l’intervista a “Otto e mezzo” con Lilli Gruber del 20211 (quindi precedente alla sua nomina a presidente del Senato) dove la Casellati difese a spada tratta la storia di Ruby: “Berlusconi ha sempre fatto tanta beneficenza“. Dichiarando che l’ex Presidente del Consiglio era sinceramente convinto che Ruby fosse la nipote di Mubarak, per giustificare la sua telefonata alla Questura di Milano allo scopo di farla rilasciare.

 

Un sostegno all’ex premier confermato anche quando la stessa Casellati (ex sottosegretaria alla giustizia) fu fotografata nel 2013 durante una manifestazione di protesta contro i giudici che stavano interrogando il Cavaliere.

 

Affari di famiglia

Ma anche la famiglia ha causato guai. Ad esempio nel 2005, quando era sottosegretario alla Salute, fece assumere la figlia Ludovica nello stesso ministero di cui faceva parte. La difesa di Casellati davanti alle incessanti polemiche fu sdegnata: “Per venire a fare questo lavoro si è quasi dovuta licenziare, lasciando un lavoro a tempo indeterminato per uno precario” disse. La famiglia è la famiglia, e come ha ben ricordato una volta, “famiglia non significa unioni civili”, giusto per fare chiarezza.

E se gaffe anche innocenti come quella bandiera irlandese usata per errore in un Tweet che intendeva celebrare la vittoria della nazionale italiana agli Europei potrebbe far sorridere (ma nemmeno troppo) ci sono altre cose su cui soprassedere non è così facile.

I voli di Stato privati

Come ha rivelato il fatto quotidiano nel 2021, l’aereo blu a disposizione della presidente del Senato è decollato 124 volte in 11 mesi. Da maggio 2020 ad aprile 2021 è stato utilizzato il 75% delle volte per coprire la tratta da Roma a Venezia (a Padova risiede la famiglia). Ma anche per volare in Sardegna ad agosto.

Andavo a lavorare!puntualizzò all’epoca.

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Palazzo Madama si è affrettato a rassicurare che le motivazioni erano legate alla pandemia e a problemi alla schiena che impedivano alla Casellati di viaggiare in macchina. Rimane il fatto che un aereo ogni tre giorni rimane un concetto un po’ difficile da digerire, per l’ambiente ma anche per i cittadini italiani.

Il M5S insorse parlando di “spreco di denaro pubblico e “sfregio verso gli italiani“. C’è da dire che, in virtù della sua carica, la Casellati non è tenuta a rendere pubblici né giustificare i suoi spostamenti.

Ma qualche giustificazione prima poi dovrà arrivare. Certo, a meno che non diventi presidente della Repubblica.

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