Amendola: “Caso sottomarini? Italia partecipa a disappunto Francia”

Il sottosegretario di Stato al Ministero degli Esteri dopo il Consiglio Affari generali dell'Ue: "Vicenda non solo bilaterale, chiede salto di qualità su sicurezza"

newsby Giulia Torbidoni21 Settembre 2021



Il Consiglio (Affari generali dell’Ue, ndr) si è aperto con una nota del collega francese sulla vicenda dei sottomarini e l’accordo interrotto con l’Australia“. A dirlo è Vincenzo Amendola, sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari esteri e alla cooperazione internazionale, dopo il Consiglio Affari generali.

Come tutti i colleghi, anche l’Italia ovviamente si fa partecipe del disappunto della Francia su una vicenda che non è solo bilaterale, ma che richiede un salto di qualità nella riflessione comune ai 27 sui temi della sicurezza, della difesa europea e dell’autonomia strategica. Questo nell’interesse non solo dei singoli Stati membri, ma anche degli alleati“.

UE, Amendola: “Consiglio europeo discuta di immigrazione ed energia”


L’Italia ha chiesto che al prossimo Consiglio europeo si discuta di immigrazione, sull’onda delle decisioni dello scorso giugno” ha proseguito Amendola. La proposta, come spiegato, è sostenuta da diversi Paesi.

Il sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari esteri ha poi spiegato che, insieme alla Spagna, l’Italia ha chiesto che si discuta di energia. “La richiesta spagnola, che noi abbiamo sostenuto insieme a molti altri Paesi, è un modo per dare sostanza al pacchetto ‘Fit for 55‘”. Amendola ha aggiunto che questo avrà degli elementi ciclici legati al contingente, ma che sarà “un piano che riguarda la neutralità climatica“.

E ha continuato: “Ogni Governo si sta muovendo per intervenire sul tema (dell’aumento dei prezzi, ndr). E noi crediamo che l’Europa che si muove insieme e si muove coordinata è un’Europa ancora più forte“.

Cos’è il pacchetto climatico ‘Fit for 55’

Lo scorso 14 luglio la Commissione Europea ha adottato il pacchetto climatico ‘Fit for 55. Questo raccoglie le proposte legislative per il raggiungimento, entro il 2030, degli obiettivi del Green Deal. In particolare, la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 55% rispetto ai livelli del 1990. Inoltre, vi è l’obiettivo di raggiungere la “carbon neutrality” entro il 2050.


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