600 euro: li definì “elemosina” in Parlamento, ma ha percepito il bonus

600 euro dovuti alle partite Iva dal governo: la deputata della Lega Elena Murelli è tra i "furbetti" che hanno richiesto il sussidio. Il 23 luglio in Aula contestò il provvedimento

newsby Marco Enzo Venturini13 Agosto 2020



È stata sospesa dalla Lega, Elena Murelli, deputata del Carroccio che a marzo aveva fatto richiesta del bonus da 600 euro che il governo aveva predisposto per le Partite Iva. E in queste ore la parlamentare è finita nell’occhio della critica anche per un suo intervento in Aula dello scorso 23 luglio.

Il discorso alla Camera e “l’elemosina dei 600 euro”

In quella circostanza, la deputata della Lega se la prese con il governo con parole molto dure: “Pur di tenervi le poltrone importate il Coronavirus“, disse. Ma nel passaggio che, a posteriori, ha attirato il maggiore vespaio delle critiche, attaccò: “Ancora piangiamo i nostri morti. Siamo qui a legiferare sull’istituzione di una giornata in loro memoria, abbiamo chiesto mesi di sacrifici. Ci siamo chiusi in casa tre mesi e abbiamo accettato l’elemosina dei 600 euro. Abbiamo penato per il diritto alla cassa integrazione, che ancora non è stata pagata a tutti. Abbiamo penato per i prestiti, che ancora non sono arrivati a tutti gli imprenditori italiani che ne hanno fatto richiesta. Poi abbiamo abbassato le saracinesche dei negozi e chiuso le imprese“.

Chi è Elena Murelli e la reazione della Lega

Elena Murelli, deputata piacentina di Podenzano, dispone di un reddito annuo superiore ai 100 mila euro. Sul sito della Camera si definisce “docente a contratto all’Università Cattolica” e “libera professionista specializzata in consulenze su finanziamenti europei per la ricerca e l’innovazione“. Le si contesta dunque di aver richiesto e ottenuto proprio quel bonus da 600 euro (poi aumentati a mille) che lo Stato in piena emergenza garantì a partite Iva e autonomi. Un bonus da lei stessa definito “elemosina alla Camera.

La richiesta dei 600 euro che Murelli ha presentato non avrebbe infranto la legge, ma “è stata inopportuna“. Questo il commento del capogruppo alla Camera della stessa Lega, Riccardo Molinari. Il leader del partito, Matteo Salvini, aveva inizialmente invocato le dimissioni dei “furbetti” prima di conoscere la loro identità. Nei confronti di Murelli, invece, ha stabilito la “immediata sospensione”.


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