25 aprile, Pagliarulo (Anpi): “Bandiere Nato? Inopportune”

Le parole del presidente nazionale dell'Anpi nel corso della conferenza stampa per presentare l'evento della Festa della Liberazione a Milano

Gianfranco Pagliarulo, presidente Anpi
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newsby Davide Di Carlo15 Aprile 2022



“Quali partiti parteciperanno al 25 aprile? Non saprei bisogna chiedere a loro. Sono sicuro che ci sarà il Pd e della sinistra”. Così il presidente nazionale dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo, nel corso della conferenza stampa, tenutasi presso la sede nazionale dell’associazione, per presentare l’evento del 25 aprile a Milano. “Presenza di bandiere Nato? A Milano si è svolta una riunione dove si è deciso che è inopportuno portare bandiere pro o contro Nato. Dovremmo fare il possibile per impedire qualsiasi incidente e provocazione. Sono bandiere inappropriate in questa circostanza perché si parlerà di pace e la Nato non mi sembra essere un’organizzazione pacifista. Noi pensiamo che sia giusto pensare la lotta armata degli ucraini come una lotta di resistenza. Detto questo è sbagliato identificare la loro resistenza con quella dei partigiani italiani che si è svolta in un contesto diverso”.

Ucraina, Pagliarulo (Anpi): “Parola pace deve prevalere, ci ritroviamo nelle parole del Papa: pazzi”


L’Italia ripudia la guerra sono le prime parole dell’articolo 11 della Costituzione e la parola pace è quella che deve prevalere in questo momento. Noi pensiamo che oggi questa guerra terribile in Ucraina stia peggiorando di giorno in giorno e ci ritroviamo nelle parole che ha detto il Papa e cioè pazzi”, aggiunge Gianfranco Pagliarulo. “Dobbiamo evitare che l’Europa e il mondo arrivino in un punto di non ritorno e quindi bisogna far finire il conflitto attraverso la diplomazia e un ritorno alla politica, non alle armi. Per questo abbiamo detto di non condividere l’invio delle armi in Ucraina, subendo vere e proprie diffamazioni come quella di essere definito putinano. Noi continueremo lungo la strada della massima apertura con quelli che condividono, come noi, la prospettiva della pace, ha continuato.

“Noi da parte degli aggrediti, possibile nuovo Afghanistan in Europa”


“L’Anpi è dalla parte degli aggrediti e non degli aggressori. Ora diventa necessario un tavolo di trattative per arrivare alla pace, per lo meno come ha proposto Papa Bergoglio, partendo in una tregua per la Pasqua, ma vediamo che sta accadendo l’esatto contrario. Stiamo vedendo una corsa al riarmo come avvenne prima della prima e della Seconda guerra mondiale”. Così sempre il presidente nazionale dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo. “È possibile un nuovo Afghanistan nel cuore dell’Europa e cioè uno scontro militare fino allo stremo che pagheranno i civili. Riteniamo che per abbassare la tensione è urgente il dialogo tra tutte le forze antifasciste del nostro Paese, Non nascondo che nelle ultime settimane che abbiamo subìto una serie di attacchi, segno dei tempi e del dibattito pubblico. Ce ne faremo una ragione”.

“Non esiste invasione buona che esporta democrazia e una cattiva”


“Si immagina nel pensiero collettivo due tipi di invasione: quelle buone che esportano la democrazia e quelle cattive che sono quelle autoritarie. La formulazione dell’esportazione della democrazia è ingannevole e portatrice di disastri. Tutte le guerre degli ultimi anni non hanno risolto i problemi che si erano proposti di risolvere. Per cui respingo questa distinzione. L’Anpi non è e non sarà mai una ridotta della sinistra radicale, non lo è oggi come non lo era nel 2016 in occasione dei referendum costituzionali”.


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