Ucraina, la Nato: “Prepararsi a un lungo conflitto con la Russia”

La cronaca della quarantaduesima giornata di guerra in Ucraina, tra nuovi aiuti degli Stati Uniti e accuse per quanto accaduto in città come Bucha e Borodyanka

Bucha Ucraina
Foto Wikimedia Commons | President.gov.ua (CC BY-SA 4.0)
newsby Redazione6 Aprile 2022


Ritirandosi da alcune zone dell’Ucraina, i militari russi si sono lasciati alle spalle una lunga scia di morte e distruzione. Orrori come quelli di Bucha e Borodyanka sono sotto gli occhi di tutti, ma anche in tante altre città hanno avuto luogo omicidi, torture e stupri. Irina Venediktova, la procuratrice generale dell’Ucraina, ha reso noto che Kiev ha avviato le indagini su almeno 5mila casi di presunti crimini di guerra commessi dalle forze di Mosca. Sono in corso anche degli accertamenti “sui crimini contro l’umanità e sul genocidio”.

Secondo Antony Blinken, il Segretario di Stato degli Usa, il mondo assisterà ad altri orrori man mano che l’esercito russo si ritirerà. Blinken ha aggiunto che “gli Stati Uniti hanno stanziato altri 100 milioni di dollari di aiuti militari supplementari a Kiev per venire incontro all’urgente bisogno dell’Ucraina di sistemi anti-corazzati”. Si parla, nello specifico, di missili guidati Javelin, finora impiegati con successo dalle forze ucraine contro i carri armati della Russia.

Gli orrori della guerra a Bucha, Irpin e Borodyanka

Nella giornata di ieri, martedì 5 aprile, Volodymyr Zelensky, il presidente dell’Ucraina, ha mostrato al Consiglio di sicurezza dell’Onu un video in cui sono visibili cadaveri carbonizzati o abbandonati alla decomposizione, stritolati dai carri armati o gettati in bidoni e tombini come spazzatura. Questi atti disumani non sono avvenuti solo a Bucha, ma anche a Irpin e Borodyanka.


Le immagini ottenute dai satelliti Usa hanno dimostrato che alcuni cadaveri erano presenti lungo le strade delle città almeno da un mese. Anatoly Fedoruk, il sindaco di Bucha, stima che nella sua città siano state uccise almeno 320 persone. Il primo cittadino ha assistito di persona ad alcune esecuzioni, tra cui quella di una donna incinta che cercava di fuggire in auto verso Kiev con altre persone. Alcune soldatesse ucraine che sono state prigioniere di guerra dei russi raccontano di essere state umiliate, intimidite e costrette a denudarsi. Altre 25 ragazze – fra i 14 e i 24 anni – hanno invece denunciato di essere state violentate, come conferma alla Bbc la commissaria per i diritti umani del Parlamento ucraino, Lyudmyla Denisova.

Intanto, a Mariupol i militari russi hanno allestito crematori mobili per bruciare i corpi degli abitanti uccisi e coprire le tracce dei crimini contro i civili. Lo riferisce il Comune di Mariupol su Telegram, citato da Unian. Testimoni oculari hanno detto che l’esercito di Mosca ha reclutato “terroristi locali” e di Donetsk in forze speciali per raccogliere e bruciare i corpi; lasciando cioè il lavoro sporco ai “collaboratori“. “I russi hanno trasformato Mariupol in un campo di sterminio – si legge -. L’analogia sta guadagnando terreno. Questa non è più la Cecenia o Aleppo: è la nuova Auschwitz“.

La cronaca della 42esima giornata di combattimenti

Il 42esimo giorno di guerra in Ucraina si è aperto con allarmi aerei a Zaporizhzhia e a Leopoli, che sono risuonati nel cuore della notte. Nel corso delle prossime ore la comunità internazionale comminerà delle nuove sanzioni contro la Russia. Gli Stati Uniti ne hanno in programma alcune che prenderanno di mire altre banche e le imprese statali del Paese guidato da Vladimir Putin. Proprio il presidente russo, durante una conversazione con il neo rieletto premier ungherese Viktor Orban, ha respinto le accuse a Mosca sui crimini di guerra a Bucha, parlando di “provocazioni rozze e ciniche” da parte dell’Ucraina. Lo riferisce il Cremlino.


A Bruxelles, intanto, l’Unione europea è pronta a varare un quinto pacchetto di sanzioni che bandiranno il carbone russo, impediranno alle navi di approdare nei porti europei e ai tir di entrare. Potrebbero persino arrivare a colpire le figlie di Putin, come anticipato dal Wall Street Journal. “Abbiamo qualche settimana di tempo per rifornire gli ucraini e aiutarli a respingere l’attacco: ora dobbiamo decidere cosa possiamo fare di più”. Lo ha dichiarato ieri Jens Stoltenberg, il segretario generale della Nato, che oggi nella capitale belga ha incontrato i ministri degli Esteri dell’Alleanza Atlantica, oltre a quelli di alcuni alleati dell’Asia-Pacifico (Australia, Nuova Zelanda, Giappone e Corea del Sud). Al termine del summit, Stoltenberg ha affermato che “dobbiamo essere pronti ad un lungo confronto con la Russia, per questo dobbiamo mantenere le sanzioni e rafforzare la nostra difesa”.

Zelensky alla Spagna: “L’Ucraina è come Guernica”

Durante il suo discorso al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, Zelensky ha sottolineato l’importanza “di decisioni dal Consiglio di Sicurezza per la pace in Ucraina. Ci sono due cose che potete fare: o rimuovere la Russia così che non possa mettere il veto sulle risoluzioni contro le sue aggressioni e poi fare di tutto per stabilire la pace, o fare una riforma e lavorare per la pace. Signore e signori, siete pronti a chiudere le Nazioni Unite? Pensate che il tempo del diritto internazionale sia finito? Se la vostra risposta è no, allora dovete agire immediatamente“.


Anche Papa Francesco nell’udienza generale del mercoledì si è soffermato sul ruolo dell’Onu nel conflitto in corso. “Nella guerra in Ucraina assistiamo all’impotenza dell’Onu“, ha detto. Nel suo intervento al Parlamento spagnolo, Zelensky ha invece paragonato la distruzione provocata dalla guerra in Ucraina a quella di Guernica. “Siamo nell’aprile 2022, ma sembra di essere nell’aprile 1937, quando il mondo ha saputo quello che era successo in una delle vostre città: Guernica“.


In un videomessaggio, Zelensky ha poi condannato l’esitazione in Europa sul blocco delle importazioni di energia dalla Russia. “Ora, quando ci sono discussioni sulle sanzioni contro la Federazione Russa, non posso sentire alcun dubbio, non posso vedere alcuna indecisione. Dopo tutto quello che abbiamo vissuto in Ucraina. Dopo tutto quello che hanno fatto le truppe russe. Anche ora, quando il mondo sa già tutto sui crimini di guerra della Russia contro il nostro popolo, dobbiamo ancora persuadere anche alcune aziende europee a lasciare il mercato russo“.


Infine, in collegamento con il Parlamento irlandese, il leader ucraino ha dichiarato: “La Russia sta usando la fame come arma nel suo tentativo di conquistare il territorio. L’Ucraina è uno dei più grandi produttori mondiali di cibo. Le azioni della Russia porteranno a una carenza di prodotti alimentari e all’aumento dei costi per milioni di persone in tutto il mondo. Per loro la fame è un’arma contro di noi, gente comune, come strumento di dominazione”.


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