Ucraina, esplosioni in Transnistria. Gli Usa promettono nuovi aiuti

Washington stanzierà altri 700 milioni di dollari a favore di Kiev. Inoltre, Biden nominerà un nuovo ambasciatore Usa nella capitale ucraina

newsby Redazione25 Aprile 2022


L’incontro di ieri sera tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Antony Blinken, segretario di Stato degli Usa, e Lloyd Austin, segretario della Difesa, ha dato i suoi frutti. A margine del meeting è stato reso noto che gli Usa sbloccheranno altri aiuti militari per oltre 700 milioni di dollari, destinati a Kiev e, in parte, agli alleati regionali Nato che hanno fornito armi all’Ucraina e devono ricostituire le loro scorte. Inoltre, Blinken ha dichiarato che Joe Biden nominerà un nuovo ambasciatore a Kiev nei prossimi giorni. La prescelta sarà Bridget Brink, l’attuale ambasciatrice americana in Slovacchia. Si tratta di una svolta importante, soprattutto considerando che dal 2019 la postazione diplomatica in Ucraina era diretta da incaricati d’affari.

Dall’inizio delle ostilità, abbiamo avuto una squadra in Polonia che ha svolto questo lavoro. Da questa settimana i membri del team faranno viaggi in giornata all’interno dell’Ucraina, fino anche a riattivare la nostra presenza a Kiev”, ha spiegato un alto funzionario del Dipartimento di Stato americano. Secondo quando riferito da Washington, gli Stati Uniti hanno concesso a Kiev oltre quattro miliardi di dollari di aiuti militari dall’inizio del mandato di Biden. Il penultimo pacchetto (dal costo di 800 milioni di dollari) ha contribuito a rifornire l’Ucraina di armi pesanti, necessarie per far fronte all’offensiva russa nell’est del Paese.

Ucraina, inizia la missione di Guterres

Ieri sera Zelensky ha risposto a un tweet di Biden scrivendo che “l’amicizia e la partnership tra l’Ucraina e gli Usa sono più forti che mai”. Il presidente dell’Ucraina ha espresso anche felicità per la rielezione del presidente francese Emmanuel Macron, che ha definito “un vero amico dell’Ucraina”. Biden, dal canto suo, ha dichiarato di “non vedere l’ora di continuare la stretta cooperazione” con la Francia, “in particolare per sostenere l’Ucraina e difendere la democrazia”.

La conclusione della missione lampo di Blinken e Austin in Ucraina coincide con l’inizio di quella di Antonio Guterres. Oggi il segretario generale dell’Onu ha incontrato ad Ankara il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, mentre domani sarà a Mosca e giovedì a Kiev. L’Ucraina ha criticato aspramente la scelta dell’itinerario, sottolineando che “non è una buona idea andare a Mosca”. “Non capiamo la sua intenzione di parlare con il presidente russo Vladimir Putin”, ha detto Igor Zhovka, vicecapo dello staff di Zelensky. Zhovka ha quindi sottolineato come Guterres non sia autorizzato a parlare per conto del governo ucraino nei suoi sforzi di pace.

Putin: “Ci vogliono distruggere dall’interno”

Intanto è tornato a parlare anche Putin, che in un discorso al direttivo della Procura generale russa ha detto che “l’Occidente sta tentando di spaccare la società russa e distruggere la Russia dall’interno. Ma hanno fallito anche in questo – ha aggiunto – perché la società russa ha mostrato tutta la sua maturità e il suo sostegno alle forze armate“. Mosca ha quindi deciso di espellere 40 diplomatici tedeschi in rappresaglia ad un’analoga misura di Berlino.

L’economia russa – ha detto ancora Putin, secondo quanto riferisce la Tassha certamente tutte le capacità per operare stabilmente e senza fallimenti anche in nuove realtà“. Il leader russo ha poi chiesto la fine delle “provocazioni contro le forze armate russe attraverso l’uso dei media stranieri“. E, infine, ha affermato che “è una strana diplomazia quando i diplomatici chiedono all’Ucraina di vincere la guerra sul campo di battaglia“.

Terzo mese di guerra in Ucraina: la cronaca

La 61esima giornata dall’inizio della guerra è iniziata con un incendio divampato in un deposito di carburante nella località russa di Bryansk, non lontano dalla frontiera con l’Ucraina. Lo hanno reso noto le autorità locali. Non si hanno indicazioni al momento sulla natura dell’incendi, né sulle possibili cause. Così come non si hanno notizie di vittime. Bryansk è un centro situato a circa 150 km dalla frontiera con l’Ucraina, vicino alle regioni di Sumy e Chernihiv. Dista invece circa 380 km da Mosca.


Ieri, invece, i festeggiamenti per la Pasqua ortodossa non hanno fermato i bombardamenti, che nella regione di Donetsk hanno fatto cinque vittime, tra cui due bambine di 5 e 14 anni. A Kherson i militari russi sarebbero bloccando chi vuole andare via; mentre Mosca, secondo Kiev e l’intelligence britannica, starebbe organizzando un referendum “farsa” per legittimare la sua occupazione. Nelle vicinanze di Huliaipole, dove ci sarebbe un’elevata concentrazione di forze russe, sono stati segnalati continui bombardamenti.

Fallito il corridoio umanitario per Mariupol

È fallito intanto l’annunciato tentativo di un cessate il fuoco per permettere ai civili di lasciare l’acciaieria Azovstal a Mariupol. Il corridoio umanitario, secondo quanto aveva reso noto il ministero della Difesa russo, sarebbe dovuto iniziare alle 14 ora locale.

Nel frattempo, degli attacchi missilistici hanno colpito cinque stazioni ferroviarie nell’Ucraina dell’ovest e centrale, causando almeno cinque morti e 18 feriti. Le autorità locali della regione centrale di Vinnytsia hanno annunciato su Telegram l’uccisione di alcune persone e il ferimento di altre dopo gli attacchi alle stazioni di Zhmerynka e Kozyatyn, senza però precisarne il numero. “I russi stanno provando a colpire le infrastrutture critiche“, hanno aggiunto le medesime autorità spiegando che le ferrovie ucraine hanno “cancellato o dirottato” i treni.

Infine, ci sono state diverse esplosioni nei pressi dell’edificio che ospita il ministero per la Sicurezza statale a Tiraspol, in Transnistria, la regione separatista filorussa della Moldavia al confine con l’Ucraina. Lo riferiscono le tv locale Tsv, citata dalla Tass, precisando che ci sono “diverse ambulanze” nell’area. In serata anche il ministero dell’Interno della Transnistria ha confermato le esplosioni.


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