Ucraina, a Odessa timori di un attacco chimico. L’Onu chiede una tregua per Mariupol

La cronaca del 60esimo giorno di guerra in Ucraina, tra combattimenti sul campo e sforzi diplomatici: tutti gli aggiornamenti

Odessa guerra Ucraina
Foto Wikimedia Commons | armyinform.com.ua (CC BY-SA 4.0)
newsby Redazione24 Aprile 2022


A due mesi esatti dall’inizio della guerra in Ucraina, Volodymyr Zelensky ha comunicato che è salito a otto morti e circa 20 feriti il bilancio delle vittime dei raid missilistici russi della vigilia della Pasqua ortodossa sulla città di Odessa. Sulla quale ora incombe anche la minaccia di un attacco chimico. Mosca afferma infatti che Kiev starebbe pianificando un’operazione provocatoria con l’uso di ammoniaca nel porto Yuzhny per attribuirne la colpa alle forze russe e accusarle di aver preso di mira i civili. Affermazione che Kiev interpreta invece come una minaccia camuffata da avvertimento. Sarebbe proprio Mosca, quindi, a voler sferrare un attacco chimico sul porto di Odessa, secondo quanto riporta il Kyiv Independent.

Sul fronte della sicurezza nucleare, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ha fatto sapere che l’Ucraina ha fornito un elenco completo delle apparecchiature di cui il Paese afferma di aver bisogno per il funzionamento sicuro e protetto dei suoi impianti e che l’Aiea ha i mezzi e “l’esperienza tecnica necessaria per coordinare efficacemente e attuare la fornitura” richiesta. Kiev ha anche comunicato che le turnazioni di lavoro alla centrale di Chernobyl proseguono regolari, l’ultima delle quali il 19 aprile.

Ucraina, il fronte diplomatico


Sono attesi oggi a Kiev il segretario di Stato e il ministro della Difesa americani, Antony Blinken e Lloyd Austin per la prima visita ufficiale di funzionari del governo statunitense in Ucraina dal 24 febbraio. Per quanto riguarda le contromisure occidentali, invece, il governo ucraino chiede un inasprimento delle sanzioni contro la Russia, ritenute insufficienti. In particolare, la richiesta è di “un embargo totale sul gas”.


Nella capitale ucraina è atteso per giovedì 28 aprile anche il segretario generale della Nazioni Unite, Antonio Guterres, che domani si recherà ad Ankara, in qualità di mediatore chiave nel conflitto in corso, e martedì a Mosca. Ma secondo Zelensky “è ingiusta e illogica” la decisione di Guterres di andare prima in Russia. “La guerra è in Ucraina, non ci sono corpi nelle strade di Mosca. Sarebbe logico prima” venire a Kiev “per vedere la gente qui e le conseguenze dell’occupazione”, ha rimarcato il presidente ucraino. Nel frattempo, Zelensky ha tenuto un colloquio telefonico con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan che riapre la possibilità di una mediazione utile a dare una scossa agli stagnanti negoziati.

Il presidente russo intanto Vladimir Putin ha preso parte alla veglia pasquale nella cattedrale del Cristo Salvatore a Mosca. Le immagini televisive hanno mostrato il capo del Cremlino durante la cerimonia, celebrata dal patriarca della Chiesa ortodossa russa Kirill. Il presidente americano Joe Biden e la first lady Jill hanno inviato gli auguri di Pasqua alla comunità cristiana ortodossa con un chiaro riferimento all’Ucraina. “Preghiamo per tutti coloro che stanno soffrendo a causa della brutalità della guerra e della persecuzione. Piangiamo con tutti coloro che hanno perso i loro cari o che temono per la loro sicurezza”, si legge nel loro comunicato.

La situazione a Mariupol

“Ricordate, proprio ora che condividete le immagini di Pasqua e vi godete la tregua, il nemico sta sganciando bombe sulle teste di bambini innocenti a Mariupol”, afferma il capitano Sviatoslav Palamar, vicecomandante del reggimento Azov. Il quale aggiunge che i russi, in questa guerra in Ucraina, continuano “a lanciare attacchi aerei, sparano con cannoni, carri armati e cannoni navali”.

È fallito intanto l’ultimo tentativo per aprire un corridoio umanitario a Mariupol. Lo conferma la vicepremier ucraina Iryna Vereschuk che, in precedenza, su Telegram aveva annunciato l’inizio delle operazioni a partire dalle 12 ora locale (le 11 in Italia). Anche i passati tentativi di aprire dei corridoi erano falliti fra le accuse reciproche da parte di Kiev e Mosca circa le responsabilità. Agli appelli per la sorte di Mariupol si sono aggiunti nelle ultime ore anche il Comitato internazionale della Croce Rossa e l’Onu. Le Nazioni Unite hanno chiesto una tregua “immediata” per evacuare i civili dalla città assediata da 55 giorni.

L’appello di Zelensky


“Salva tutti gli ucraini. Noi non abbiamo attaccato nessuno, quindi proteggici. Non abbiamo mai distrutto altre nazioni, quindi non permettere a nessuno di distruggerci – ha detto Zelensky nel suo videomessaggio in occasione della Pasqua ortodossa -. Noi non abbiamo mai preso le terre di altri, quindi non permettere loro di prendere le nostre. Crediamo, Dio, che nel tuo giudizio non dimenticherai tutti quelli che hanno dimenticato i tuoi comandamenti. Non dimenticare Bucha, Irpin, Borodyanka, Gostomel, Chernihiv, Nikolaev, Kherson, Sumy, Kharkiv, Uvetta, Kramatorsk, Volnovakha e Popasna. Le nostre anime sono piene di feroce odio per gli invasori e tutto ciò che hanno fatto. Non lasciare che la rabbia ci distrugga dall’interno. Trasformala nei nostri successi, trasformala in una forza buona che sconfigga il male”.


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