Ucraina, Putin: “Attueremo i nostri piani”. Xi a Biden: “Guerra non conviene a nessuno”

Giornata di fitti colloqui che fanno crescere le speranze per una soluzione pacifica della crisi ucraina: prima il presidente della Russa con il cancelliere tedesco, poi il dialogo tra Usa e Cina

Una mappa della guerra in Ucraina
Foto Wikimedia Commons | Homoatrox
newsby Redazione18 Marzo 2022


La ventitreesima giornata di guerra in Ucraina è iniziata con tre forti esplosioni nella zona dell’aeroporto civile di Leopoli, situato nella zona sud-ovest della città. La giornata, però, è stata caratterizzata anche dagli importanti colloqui tra Vladimir Putin e Olaf Scholz da un lato e tra Joe Biden e Xi Jinping dall’altro. Colloqui che hanno aumentato le speranze che la pace sia possibile.

Colloquio tra Biden e Xi Jinping: cresce la speranza

La videoconferenza tra il presidente degli Stati Uniti Biden e l’omologo cinese Xi Jinping era uno dei crocevia più importanti del giorno. Si tratta del primo dialogo tra i due da quando ha avuto inizio l’invasione dell’Ucraina. Le indiscrezioni della vigilia affermavano che l’inquilino della Casa Bianca puntasse a chiedere al presidente cinese di usare la propria influenza con Putin per convincerlo a mettere fine a “questa orribile guerra“.

Ebbene, le parole di Xi Jinping hanno riacceso un barlume di speranza. “Un conflitto non è nell’interesse di nessuno“, ha affermato infatti il presidente cinese. La crisi in Ucraina “è qualcosa che non vogliamo vedere. Gli eventi mostrano ancora una volta che le relazioni tra Stati non possono arrivare alla fase dello scontro, perché il conflitto e il confronto non sono nell’interesse di nessuno“, ha aggiunto.

La minaccia nucleare che pende sull’Ucraina

Nel frattempo, il Pentagono ha avvertito che Putin potrebbe ricorrere alla minaccia nucleare se l’invasione dovesse prolungarsi più del previsto. È quanto è emerso dall’ultima valutazione condotta dall’intelligence statunitense.

Durante un’audizione parlamentare, il tenente generale Scott Berrier, capo della Dia, ha osservato che l’invasione dell’Ucraina sta avendo un peso non indifferente sulla “forza convenzionale della Russia”. Di fronte a questa situazione, Mosca potrebbe “fare affidamento sul suo deterrente nucleare per proiettare forza sul suo pubblico domestico e all’estero”. Dal canto suo, l’intelligence britannica riporta che l’offensiva russa starebbe vacillando. “I continui contrattacchi ucraini stanno costringendo la Russia a dirottare un gran numero di truppe per difendere le proprie linee di rifornimento sia di cibo che di carburante. Questo sta limitando gravemente il suo potenziale offensivo”.

Colloquio Putin-Scholz: “Mosca pronta a cercare soluzioni”

Durante un colloquio con il cancelliere tedesco Scholz, il presidente russoPutin ha dichiarato che Mosca è pronta a continuare a cercare soluzioni durante i negoziati con l’Ucraina. Il leader del Cremlino ha aggiunto che Kiev temporeggia e avanza proposte sempre più irrealistiche durante gli incontri. Secondo Dmitri Peskov, il portavoce del Cremlino, la telefonata non è stata troppo amichevole, tuttavia sia Putin che Scholz hanno cercato di restare professionali. Ha aggiunto che “c’è ancora bisogno di questi contatti, sono necessari per lo scambio d’informazioni e la discussione di argomenti delicati relativi all’operazione speciale” in Ucraina.

Putin a Mosca: “Attueremo tutti i nostri piani”

Nel pomeriggio Putin è quindi intervenuto allo stadio Luzhniki di Mosca per celebrare l’ottavo anniversario dell’annessione della Crimea. Durante il suo discorso ha dichiarato che la Russi ha aiutato la Crimea a risollevarsi “dal degrado e dall’abbandono”. “Abbiamo fatto risorgere dei territori e sappiamo esattamente cosa fare adesso, come e a spese di chi. Attueremo tutti i nostri piani, ha aggiunto lo Zar. “Gli abitanti della Crimea hanno fatto la scelta giusta, mettendo un freno al nazionalismo e al nazismo, ancora presente nel Donbass, con operazioni punitive di quella popolazione. Sono stati vittime di attacchi aerei ed è questo che noi chiamiamo genocidio. Evitarlo è l’obiettivo della nostra operazione militare in Ucraina”, ha sottolineato Putin. Che ha poi citato la Bibbia, dichiarando che “non c’è amore più grande di dare la vita per i propri amici”.

Ucraina, nuovo raid sulla provincia di Lugansk

Secondo alcuni testimoni, le detonazioni di Leopoli sarebbero state provocate da tre missili, che, stando a quanto riferito da fonti del governo ucraino, non avrebbero causato feriti. La natura dell’attacco, così come l’assenza di vittime, è stata confermata da Andriy Sadovyi, il sindaco di Leopoli. Il primo cittadino ha dichiarato che l’obiettivo dei missili russi non era l’aeroporto. L’attacco, infatti, ha colpito una fabbrica per la riparazione degli aerei, la cui attività era stata sospesa. Il tutto è avvenuto attorno alle 5.30 (ora italiana).

Durante la notte, inoltre, le forze russe hanno portato avanti i bombardamenti sulla provincia ucraina di Lugansk, nel tentativo di avanzare verso Rubizhne. Inoltre, vari missili russi sono caduti su Kharkiv, colpendo nuovi obiettivi militari e causando un incendio in un mercato della città, considerato il più grande dell’Europa orientale. Nel tentativo di domare le fiamme, che si sono diffuse ad alcuni edifici residenziali, un soccorritore è morto e un altro è rimasto ferito.


IL Kyiv Independent riporta che due persone hanno perso la vita in un attacco russo a Kramators’k, nell’oblast di Donetsk. Altre sei sono rimaste ferite. L’attacco ha colpito un edificio residenziale e una struttura amministrativa, secondo Pavlo Kyrylenko, capo dell’amministrazione militare regionale di Donetsk.

In un video postato su Telegram, Vitali Klitschko, il sindaco di Kiev, ha denunciato dei nuovi attacchi alla capitale. “Stamattina la zona residenziale nel distretto di Podolsk è stata bombardata dagli orchi che hanno colpito sei case, degli asili nido e una scuola. Una persona è morta e 19 sono rimaste ferite, inclusi quattro bambini. Sul posto stanno operando i soccorritori e i medici“.

Prosegue l’evacuazione dei civili

8 dei 9 corridoi umanitari concordati ieri in Ucraina hanno funzionato, consentendo a un numero sempre maggiore di civili di allontanarsi dalla guerra. Secondo quanto riferito da Iryna Vereshchuk, la vicepremier Ucraina, oltre 2mila persone si sono lasciate alle spalle Mariupol. Dalla città sono partiti circa 800 veicoli privati, che hanno raggiunto Zaporizhzhia dopo aver attraversato il territorio controllato dai russi. Uno dei corridoi, quello da Kharkiv a Vovchansk, non è stato aperto a causa dei bombardamenti russi.

Nelle ultime ore, il Servizio statale di emergenza ha riferito che l’evacuazione dei civili dalla regione di Kiev sta andando avanti. I funzionari hanno spiegato che oltre mille ucraini sono stati trasportati fuori dalla regione nella notte con autobus e macchine e ora si trovano in un “posto sicuro”.

Zelensky: “Siamo diversi dal 2014, ora sappiamo difenderci dall’invasione”


In un messaggio alla nazione, il presidente Volodymyr Zelensky ha parlato della capacità dell’Ucraina di resistere alle forze russe. “Gli occupanti pensavano di venire in Ucraina, come nel 2014 e nel 2015, quando hanno corrotto il Paese e non avevano paura di attaccarlo. Ora siamo diversi e questo ci permette di difenderci da un’invasione su larga scala per 22 giorni. Abbiamo visto – continua Zelensky – la Germania lottare per decenni per l’economia, per i nuovi gasdotti russi e per i vecchi sogni europei – sogni di cooperazione che la Russia non ha preso sul serio per molto tempo. Vediamo, ora, che le opinioni dei tedeschi stanno cambiando“.


Più di 35mila persone sono già state soccorse a Mariupol e stanno ancora proseguendo i soccorsi al teatro bombardato dagli invasori. Al momento sappiamo che siamo riusciti a salvare più di 130 persone, ma centinaia di residenti di Mariupol sono ancora sotto le macerie. Nonostante i bombardamenti, nonostante tutte le difficoltà, continueremo i soccorsi“, ha ancora Zelensky, confermando il bilancio reso noto dalle autorità locali.

Ucraina, von der Leyen: “Rifugiati in Ue finché non potranno tornare a casa”


Fino a quando gli ucraini non potranno tornare a casa in sicurezza e ricostruire in pace il loro Paese indipendente e democratico, li accoglieremo e li sosterremo. Perché fanno parte della famiglia europea“. Lo ha dichiarato Ursula von der Leyen, la presidente della Commissione europea, nel suo intervento al Forum della Coesione. “Le scene di guerra sono devastanti. Ma le immagini dei cittadini europei che accolgono i rifugiati mostrano un’altra immagine: mostrano speranza. Ed è per questo che la Commissione ha proposto “Care”, un pacchetto di fondi per aiutare gli Stati membri nell’accoglienza dei profughi“, ha spiegato la presidente.


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