Tonga, i soccorsi rischiano di portare Sars-Cov-2 nel Paese Covid-free?

Per ridurre al minimo il rischio di contagio, tutte le operazioni stanno avvenendo senza un contatto diretto tra gli operatori umanitari e i residenti dell’isola

Foto Pexels | Pixabay
Newsby Alessandro Bolzani 20 Gennaio 2022

L’eruzione del vulcano sottomarino Hunga Tonga-Hunga Ha’apai, seguita da un violento tsunami, è stata una terribile catastrofe per il regno polinesiano di Tonga, composto da più di 170 isole. Il Paese è stato avvolto dalla cenere e ha dovuto far fronte a vari problemi. La rottura di un cavo sottomarino ha provocata l’assenza della connessione Internet, un black-out elettrico e l’interruzione delle linee telefoniche interrotte. All’interruzione delle comunicazioni si è unito il blocco dei beni di prima necessità e la carenza di acqua potabile.

Di fronte a questa situazione, Tonga ha bisogno di aiuti umanitari per rimettersi in piedi. C’è però un altro problema da tenere in considerazione. Finora il Paese è sempre stato Covid-free (escludendo un singolo contagio lo scorso ottobre) e l’arrivo dei soccorritori potrebbe cambiare questa situazione ideale.

Come stanno avvenendo le operazioni di soccorso a Tonga?

Per ridurre il rischio di un contagio, è stata presa la decisione di fornire aiuto a Tonga senza un contatto diretto tra i soccorritori e gli abitanti dell’isola. Come spiega Aaron Davy, membro del Consiglio per lo Sviluppo Internazionale della Nuova Zelanda, le provviste di emergenza stanno venendo inviate sull’isola seguendo dei rigidi protocolli anti-Covid. Anche il personale che sta lavorando sul cavo sottomarino che si è rotto dopo il disastro non è mai entrato in contatto con le persone residente sulle isole. Il coordinamento a distanza tra i soccorsi e le autorità locali ha reso possibile collaborare alla ripresa di Tonga in modo indiretto.

Abbiamo aiutato a vaccinare l’intro Paese, contribuendo a rendere possibile le consegne senza contatti diretti”. Lo spiega Jonathan Veitch, il coordinatore dell’Unicef per le isole del Pacifico. “Prima o poi però dovremo consentire ad alcuni specialisti di entrare nel Paese. A quel punto valuteremo delle misure per la quarantena assieme al governo”, ha aggiunto.

Non si tratta di una linea d’azione senza precedenti. Durante la pandemia le operazioni di soccorso senza contatto diretto tra i soccorritori e i residenti sono diventate piuttosto frequenti in alcune zone.

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