Taiwan, cresce la tensione tra Cina e Lituania

L'apertura di un'ambasciata taiwanese a Vilnius ha scatenato la forte riprovazione di Pechino contro il piccolo stato baltico

Taiwan verso l’indipendenza, la Cina avverte: pronti a “misure drastiche”
(Wikimedia Commons)
newsby Giulia Martensini19 Novembre 2021


Taiwan ha aperto di fatto un’ambasciata in Lituania ignorando la forte opposizione di Pechino. Si tratta del primo nuovo avamposto diplomatico dell’isola in Europa in 18 anni.

Altri uffici di Taiwan in Europa e negli Stati Uniti usano il nome della città di Taipei, evitando però un riferimento all’isola stessa, che la Cina rivendica come proprio territorio. Il caso della Slovenia, rappresenta dunque un precedente unico.

Lituania e Taiwan hanno concordato di istituire uffici di rappresentanza reciproca come segno dell’approfondimento dei legami tra i due governi. Una mossa che ha incontrato la viva disapprovazione della Cina, che non accetta ingerenze estere sulla questione di Taiwan. Come già sottolineato anche nell’incontro tenutosi pochi giorni fa tra Xi Jinping e Biden.

La reazione di Pechino

La Cina ha condannato l’apertura come un “atto estremamente eclatante, affermando che qualsiasi mossa in cerca dell’indipendenza di Taiwan era “destinata a fallire”.
Chiediamo che la parte lituana corregga immediatamente la sua decisione sbagliata“, ha affermato il ministero degli Esteri cinese in una nota.

Il ministero degli Esteri cinese ha affermato che la mossa è stata una “grezza ingerenza” negli affari interni del Paese. “La parte lituana è responsabile di tutte le conseguenze che ne derivano“, ha avvertito.

L’apertura dell’ufficio di Vilnius è l’ultimo segnale che alcuni paesi baltici e dell’Europa centrale cercano relazioni più strette con Taiwan, anche se questo incontra la forte disapprovazione di Pechino.

In risposta alla mossa della Lituania, Pechino ha richiamato il suo ambasciatore da Vilnius ed ha espulso i lituani da Pechino. Da allora la Cina ha fatto quello che fa sempre, ovvero interrompere legami economici con i Paesi che si oppongono alle sue decisioni. Come già successo con l’Australia.
La Cina, per confermare il suo disappunto verso il piccolo stato baltico, ha sospeso il trasporto ferroviario di merci verso la Lituania e interrotto i permessi di esportazione per i produttori del Paese.

Ma mentre l’economia australiana dipende in gran parte dalla Cina, anche per una questione di vicinanza geografica,  il commercio della Lituania è stato “trascurabile”. Qualsiasi leva economica che la Cina ha avuto è stata limitata. Tuttavia, adottando misure di ritorsione, Pechino sta inviando un messaggio ad altri Paesi. Avvertendoli che ci saranno conseguenze se oltrepasseranno le sue linee rosse su Taiwan.

 

 


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