Taiwan rischia di minare i rapporti
fra la Cina e l’Unione europea

Pechino esprime “irritazione” per la visita di una delegazione del Parlamento europeo a Taipei: “Violazione del principio della ‘Unica Cina’”

Taiwan, accordo Usa-Cina. Ma si teme un’invasione entro il 2025
Una veduta di Taipei, capitale provvisoria di Taiwan (foto archivio Wikimedia Commons)
newsby Alessandro Boldrini27 Ottobre 2021


La questione di Taiwan, dopo quelli fra Cina e Usa, rischia di minare i rapporti fra l’Unione europea e Pechino. Il governo cinese, infatti, in una nota ha espresso la sua irritazione per la visita di una delegazione del Parlamento Ue a Taipei la prossima settimana. A guidarla sarà l’eurodeputato francese Raphaël Glucksmann, che la Cina ha già sanzionato a marzo.

Taiwan, Cina “irritata” dalla visita dei parlamentari Ue

“Non avere scambi ufficiali in alcuna forma con le autorità di Taiwan è parte essenziale dell’adesione al principio della ‘Unica Cina’ – scrive la rappresentanza cinese a Bruxelles in una nota –. Il Parlamento europeo è un organo ufficiale dell’Ue e, se inviasse deputati in visita a Taiwan, violerebbe gravemente l’impegno dell’Ue nei confronti del principio della ‘Unica Cina’, prosegue.

Inoltre, secondo Pechino, la visita all’Isola di Formosa degli europarlamentari “danneggerebbe un interesse principale della Cina e minerebbe il sano sviluppo delle relazioni Cina-Ue. E ricorda che il principio della “‘Unica Cina’ è una norma universalmente riconosciuta nelle relazioni internazionali e ha un consenso internazionale.

Nonché, conclude, rappresenta “il fondamento politico per l’instaurazione della relazioni diplomatiche e dello sviluppo delle relazioni bilaterali tra Cina e Ue”. La visita della prossima settimana potrebbe quindi rappresentare uno spartiacque per il futuro dei rapporti fra il colosso asiatico e Bruxelles. E, soprattutto, rischierebbe di danneggiare il lavoro fatto finora anche sul fronte economico.

Il vertice Wang-Borrell e la questione investimenti

Oltre, ovviamente, a quello dei rapporti bilaterali, già al centro di un recente vertice fra il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, e l’Alto rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri, Josep Borrell. I due, a fine settembre, hanno infatti presieduto l’11esimo dialogo strategico di alto livello Cina-Unione Europea. All’ordine del giorno c’era anche la questione di Taiwan.

In quell’occasione Wang ha riaffermato il principio di “una sola Cina” che rappresenta la base per le relazioni fra Pechino e Bruxelles. “Se le fondamenta non sono solide, la terra tremerà e i monti tremeranno”, ha ammonito il ministro degli Esteri cinese. Il governo cinese, infatti, rivendica Taiwan come parte integrante della Repubblica Popolare Cinese, mentre l’esecutivo di Taipei si autoproclama Repubblica di Cina.

Dal canto suo, Borrell ha assicurato che “l’Ue non condurrà scambi ufficiali” con Taiwan. Parole che sembrano però contrastare con la visita sull’Isola della delegazione di eurodeputati in programma per settimana prossima. Visita che è frutto delle esortazioni dell’Europarlamento all’Ue di iniziare a gettare le basi per un accordo sugli investimenti con Taiwan. Che, forse, rischiano di compromettere irrimediabilmente i rapporti con Pechino.


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