SpaceX, storico abbraccio fra equipaggi Crew Dragon e Iss

I cinque uomini ora a bordo segnano l'inizio di una nuova pagina dell'era spaziale. La capsula di SpaceX era partita dalla Terra sabato 30 maggio

newsby Lorenzo Grossi1 Giugno 2020



Abbraccio storico fra l’equipaggio della capsula privata Crew Dragon di SpaceX, con Doug Hurley e Bob Behnken, e quello della Stazione Spaziale Internazionale, con l’americano Chris Cassidy e i russi Ivan Vagner e Anatoli Ivanishin. I cinque uomini ora a bordo segnano l’inizio di una nuova pagina dell’era spaziale, nella quale i voli orbitali non sono più appannaggio delle agenzie governative, ma potrebbero diventare accessibili e alla portata di molti.

La missione gestita da SpaceX è già entrata nella storia

Crew Dragon era partita dalla Terra sabato 30 maggio alle 21:22 (ora italiana) da Cape Canaveral, in Florida, avviando la prima missione spaziale con astronauti dal suolo degli Stati Uniti dal pensionamento degli Space Shuttle, avvenuto nel 2011. Da allora la NASA aveva potuto trasportare i propri astronauti in orbita solo tramite le Soyuz dell’agenzia spaziale russa Roscosmos, spendendo circa 80 milioni di dollari per ogni astronauta. Dopo il lancio di sabato scorso, Bob Behnken e Doug Hurley hanno viaggiato per circa 19 ore a bordo di Crew Dragon per raggiungere la stessa orbita della ISS e avviare l’avvicinamento alla Stazione. L’intera manovra di attracco è stata gestita in automatico dalla capsula di SpaceX, ma Behnken e Hurley hanno comunque avuto la possibilità di pilotare l’astronave per qualche minuto, per testarne le capacità al suo volo inaugurale con esseri umani a bordo.

L’agenzia governativa civile responsabile del programma spaziale e della ricerca aerospaziale degli Stati Uniti non ha ancora deciso per quanto tempo i due resteranno sulla Stazione Spaziale Internazionale: probabilmente si tratterà di alcuni mesi, prima di tornare sulla Terra sempre a bordo di Crew Dragon. La missione gestita da SpaceX è considerata già storica non solo per i risultati raggiunti finora, ma per le opportunità che si aprono per i voli spaziali commerciali. La NASA ha infatti l’obiettivo di far gestire ai privati i trasporti di astronauti nell’orbita terrestre, concentrando le proprie risorse nella progettazione e nella realizzazione di esplorazioni, con robot ed equipaggi, più ambiziose: dalla Luna a, forse un giorno, Marte.


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