Siria, raid aereo Usa contro miliziani dell’Iran: 17 combattenti uccisi

Si tratta del primo attacco militare all’estero autorizzato dal presidente Biden e rappresenta una risposta ai recenti attacchi contro il personale statunitense e della coalizione in Iraq

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newsby Alessandro Bolzani26 Febbraio 2021


Joe Biden ha ordinato un raid aereo contro una struttura utilizzata da dei miliziani filo iraniani nell’est della Siria, in prossimità del confine dell’Iraq. Lo ha comunicato il Pentagono. “Questi raid sono una risposta ai recenti attacchi contro il personale americano e della coalizione in Iraq”. Lo ha detto John Kirby, il portavoce del Pentagono. Su ordine del presidente Biden, i militari Usa hanno distrutto diversi siti, in un posto di controllo al confine, “usati da vari gruppi militanti sostenuti dall’Iran, compresi Kata’ib Hezbollah e Kata’ib Sayyid al-Shuhada”. Come riportato dall’Osservatorio siriano per i diritti umani, ong con sede nel Regno Unito, almeno 17 miliziani hanno perso la vita nel raid.

Le motivazioni del raid

Il raid è avvenuto in risposta all’attacco missilistico in Iraq dello scorso 15 febbraio, nel quale ha perso la vita un contractor civile. Nella stessa occasione, dei militari statunitensi e di altre forze della coalizione sono rimasti feriti. “Siamo convinti che l’obiettivo veniva utilizzato dalla stessa milizia sciita che ha condotto gli attacchi contro il personale Usa in Iraq” ha spiegato Lloyd Austin, il segretario alla Difesa. Il Pentagono ha definito l’operazione una “risposta militare proporzionata”, decisa dopo consultazioni con gli alleati della coalizione. Col raid, i militari statunitensi hanno voluto lanciare un messaggio impossibile da equivocare: “Il presidente Biden agirà per proteggere il personale americano e della coalizione”. Al tempo stesso “abbiamo agito in modo deliberato per una de-escalation della situazione generale nell’est della Siria e in Iraq”.

I recenti attacchi

L’attacco del 15 febbraio, condotto contro la base statunitense nella regione del Kurdistan iracheno, era stato rivendicato da un gruppo sciita noto come Awliya al-Dam (Guardiani del Sangue), con cui l’Iran nega di avere un legame. La scorsa settimana, inoltre, è stato lanciato un missile nella Zona Verde di Baghdad, dove si trova l’ambasciata statunitense. In quel caso non ci sono state vittime. Pur non accusando nessun gruppo specifico, la Casa Bianca ha reso noto di ritenere l’Iran responsabile delle azioni dei suoi “delegati”. Ned Price, il portavoce del dipartimento di Stato, sottolinea che molti degli attacchi degli ultimi mesi “sono stati portati avanti con armi prodotte o fornite dall’Iran”. Il raid rappresenta il primo attacco militare all’estero ordinato da Joe Biden da quando è diventato presidente.


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