Russia, un anno di frasi al miele da chi ora la condanna

Nel corso del 2021 ci sono stati numerosi tentativi di avvicinamento tra vari Paesi occidentali e il Cremlino. Ora tutti i passi avanti sembrano andati in fumo

Una foto del presidente russo Vladimir Putin
Foto: Pixabay | DimitroSevastopol
newsby Alessandro Bolzani23 Febbraio 2022


Sono numerosi i leader europei e mondiali che negli ultimi giorni hanno criticato aspramente la Russia per la gestione della crisi in Ucraina. Per molti di loro le azioni del Cremlino sono ingiustificabili e dovranno essere punite con delle sanzioni senza precedenti. Tuttavia, nel corso del 2021 non sono mancate delle dichiarazioni entusiaste (o perlomeno amichevoli) nei confronti della Russia dopo incontri con il presidente Vladimir Putin o il ministro degli Esteri Sergej Lavrov.

Biden e quell’incontro “positivo” con Putin

Lo scorso maggio, per esempio, Lavrov aveva incontrato Antony Blinken, il Segretario di Stato Usa, con il quale aveva avuto un dialogo “costruttivo”, il primo dopo l’elezione di Joe Biden alla Casa bianca. Durante il meeting, entrambi avevano riconosciuto l’importanza di porre fine al clima malsano instauratosi tra gli Stati Uniti e la Russia. Un’intenzione che ora sembra scontrarsi con la spaccatura sempre più netta tra i due Paesi. Solo poche ore fa, Blinken ha annullato un incontro con Lavrov. “La settimana scorsa avevo accettato di incontrare Lavrov il 24 febbraio, per discutere le preoccupazioni dei nostri Paesi sulla sicurezza europea. Ma l’incontro si sarebbe tenuto solo se la Russia non avesse invaso l’Ucraina”, ha spiegato il Segretario di Stato.

A giugno, invece, si era svolto un primo faccia a faccia tra Biden e Putin. A margine dell’evento, il presidente degli Stati Uniti aveva dichiarato che “il tono dell’insieme degli incontri è stato buono, positivo. Non ci sono state frizioni. Abbiamo una prospettiva reale di migliorare le relazioni con la Russia”. Purtroppo i rapporti tra i due Paesi non sono andati incontro alla distensione sperata e ora sono più tesi che mai.

Quando Lavrov incontrava Di Maio con una copia del suo libro

Ad agosto non era mancato un incontro tra Lavrov e Luigi Di Maio. Durante il meeting era stata auspicata la strada del dialogo per risolvere ogni tensione. “Con il ministro Lavrov abbiamo ribadito la nostra volontà di dialogare e collaborare in questa fase estremamente delicata sull’agenda internazionale”, aveva dichiarato il ministro degli Esteri. A ottobre si era svolto un secondo incontro tra Lavrov e Di Maio, al quale il russo si era presentato con una copia di “Un amore chiamato politica”, il libro scritto dal membro del Movimento 5 Stelle. Il simpatico siparietto sembra ormai lontanissimo, considerando che poche ore fa Di Maio ha dichiarato che “l’Italia è assolutamente convinta nel procedere sulla strada delle sanzioni” alla Russia.

I tentativi di colmare le distanze tra Russia, Germania e Francia

Negli ultimi dodici mesi, Emmanuel Macron è stato uno dei leader europei più propensi a tendere una mano alla Russia e appianare le divergenze esistenti. Il presidente francese ha invitato il Cremlino a riaprire le trattative con l’Unione Europea e per un forum di confronto comune e ha cercato di convincere Bruxelles a rivedere le forme di dialogo esistenti con la Russia. Gli sforzi diplomatici non sono però bastati a risanare del tutto i rapporti tra Parigi e Mosca e, in generale, non hanno portato ai risultati sperati.

Anche l’ex Cancelliera tedesca Angela Merkel ha cercato la via del dialogo con la Russia. “Nonostante l’esistenza di opinioni differenti, credo sia bene che possiamo confrontarci e intendiamo tenerci in contatto e continuare a parlare”, aveva dichiarato Merkel ad agosto. Ora al posto della Cancelliera c’è Scholz, che poche ore fa ha ribadito l’appoggio della Germania alle sanzioni contro la Russia.


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