Ombre Rosse, l’ex terrorista Luigi Bergamin si è costituito

L’ex membro dei Proletari Armati per il Comunismo era stato condannato a 17 anni e 11 mesi per l’omicidio del macellaio Lino Sabbadin, avvenuto nel 1979

Maurizio Di Marzio, chi è l'ex brigatista arrestato a Parigi?
La bandiera informale delle Brigate Rosse
newsby Alessandro Bolzani29 Aprile 2021


Ieri, mercoledì 28 aprile, nel corso dell’operazione “Ombre Rosse”, le autorità francesi hanno arrestato sette ex terroristi. Cinque di loro appartenevano alle Brigate Rosse, uno a Lotta Continua e un altro ai Nuclei Armati contro il Potere territoriale. Altri tre terroristi sono riusciti a fuggire. Uno di loro, Luigi Bergamin, si è costituito oggi a Parigi, presso il palazzo di Giustizia. L’ex membro dei Proletari Armati per il Comunismo era stato condannato a 17 anni e 11 mesi per l’omicidio del macellaio Lino Sabbadin, avvenuto nel 1979. Da anni viveva in Francia, protetto dalla dottrina Mitterrand. Al momento sono ancora in libertà l’ex brigatista Maurizio Di Marzio e Raffaele Ventura, ex esponente delle Formazioni comuniste combattenti.

La vicenda giudiziaria di Luigi Bergamin

Lo scorso 8 aprile, per Luigi Bergamin sarebbe scattata la prescrizione, tuttavia i termini sono stati interrotti dal magistrato di sorveglianza milanese Gloria Gambitta. Ciò è avvenuto su richiesta del pm Adriana Blasco, che ha dichiarato Luigi Bergamin “delinquente abituale”. L’intera vicenda giudiziaria è stata seguita da Roberta Collidà, magistrata di collegamento italiana a Parigi, che oggi si trova a Roma per partecipare a una riunione al ministero della Giustizia sull’operazione Ombre Rosse.

Adriano Sabbadin: “I morti ammazzati non sono andati in prescrizione”

Ieri, il figlio di Lino Sabbadin ha commentato l’arresto degli ex terroristi. “Questi assassini devono essere consegnati alla giustizia. È tutto quello che ho da dire. Sono persone che hanno rovinato famiglie, come la mia. A distanza di quarant’anni dall’omicidio di mio padre la ferita per noi è ancora aperta”. Adriano Sabbadin ha poi sottolineato che “i morti ammazzati, nostri cari, non sono andati in prescrizione. Che paghino tutti, non è solo un dovere verso i familiari delle vittime, ma un diritto della nostra democrazia. Adesso deve essere fatta giustizia. Erano tanti, troppi anni che aspettavamo questo momento. Certo, riaffiorano brutti ricordi, ma oggi è una giornata positiva, speriamo che adesso paghino per quello che hanno fatto”.


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