Papa Francesco vara legge anti corruzione per i dirigenti vaticani

Papa Francesco nel nuovo Motu proprio spiega che chiunque abbia funzioni amministrative in Santa Sede dovrà dimostrare di non avere processi a proprio carico

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Papa Francesco (Getty Images)
newsby Marco Enzo Venturini29 Aprile 2021


Nuova legge anti-corruzione per i dirigenti vaticani. A vararla è Papa Francesco, che tramite Motu proprio chiede che i dirigenti e gli amministrativi dichiarino di non avere condanne o indagini per terrorismo, riciclaggio, evasione fiscale. I dettagli dell’importante novità sono stati spiegati su ‘Vatican News’, portale dell’informazione della Santa Sede.

Le parole di Papa Francesco nel nuovo Motu proprio

La fedeltà nelle cose di poco conto è in rapporto, secondo la Scrittura, con la fedeltà in quelle importanti“. Inizia con queste parole il nuovo Motu proprio di Papa Francesco sulla trasparenza. Con esso il Sommo Pontefice richiede a tutti i livelli dirigenziali della Santa Sede, e a tutti coloro che svolgono funzioni di amministrazione attiva, funzioni giurisdizionali o di controllo, di firmare una specifica dichiarazione. Ognuno di loro dovrà infatti assicurare di non aver riportato condanne definitive, di non essere sottoposti a processi penali pendenti o a indagini per corruzione, frode, terrorismo, riciclaggio, sfruttamento dei minori, evasione fiscale. In più bisognerà garantire di non detenere contanti o investimenti in Paesi ad alto rischio di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, in paradisi fiscali o partecipazioni in aziende che operino contro la Dottrina sociale della Chiesa.

La Convenzione Onu e il giro di vite del maggio 2020

Il giro di vite segue quello del 19 maggio 2020, quando Papa Francesco aveva promulgato il nuovo codice degli appalti. Si è dunque reso necessario, spiega il Pontefice, perché la corruzione “può manifestarsi in modalità e forme differenti anche in settori diversi da quello degli appalti. E per questo le normative e le migliori prassi a livello internazionale prevedono per i soggetti che ricoprono ruoli chiave nel settore pubblico particolari obblighi di trasparenza“. Il tutto “ai fini della prevenzione e del contrasto, in ogni settore, di conflitti di interessi, di modalità clientelari e della corruzione in genere“.

La Santa Sede ha aderito alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione. Pertanto, aggiunge Papa Francesco, “ha deciso di conformarsi alle migliori pratiche per prevenire e contrastare” questo fenomeno “nelle sue diverse forme“.


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