Israele, calca durante un raduno religioso: oltre 40 morti

Il bilancio provvisorio è di 44 morti e circa 150 feriti. Quella che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha definito una “terribile tragedia” sarebbe stata causata dal sovraffollamento

Israele, crolla una gradinata durante un raduno religioso: oltre 40 morti
(Amir Levy/Getty Images)
newsby Alessandro Bolzani30 Aprile 2021


Si è trasformato in una tragedia il tradizionale raduno di massa ebraico sul monte Meron, in Galilea (Israele). Dalle prime ricostruzioni emerge che alcuni persone sarebbero scivolate su una delle gradinate, portando a una fuga di massa che ha causato altre vittime. Il bilancio provvisorio è di 45 morti e circa 150 feriti. Quella che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha definito una “terribile tragedia” sarebbe stata causata dal sovraffollamento. Il tetto massimo di 10.000 persone concesso dalle autorità è stato ampiamente superato, anche se sul numero esatto dei presenti c’è ancora un po’ di incertezza. Come riportato dagli organizzatori, i pellegrini avrebbero noleggiato più di 650 autobus in tutto il Paese, per un totale di almeno 30.000 persone. La stampa locale, invece, riporta la presenza di 100.000 fedeli.

Le ragioni del pellegrinaggio

I pellegrini si sono radunati sul monte Meron, presso la presunta tomba del rabbino Shimon Bar Yochai, per celebrare la ricorrenza ebraica di Lag Ba’omer. Il Covid-19 aveva impedito la celebrazione della ricorrenza nel 2020, portando molti fedeli a vedere la celebrazione di quest’anno come un’occasione ancora più speciale del solito. Purtroppo, la presenza di un numero molto maggiore di persone rispetto a quello consentito attorno al recinto della tomba ha portato a una tragedia. “Stiamo lottando per salvare le vite di decine di feriti e non ci fermeremo finché non avremo portato in salvo l’ultimo sopravvissuto”, spiega la Croce Rossa israeliana sui propri profili social. Ai soccorsi hanno preso parte anche degli elicotteri militari.

La responsabilità della tragedia

Shimon Lavi, il comandante del distretto settentrionale delle forze di polizia che ha supervisionato le disposizioni di sicurezza al Monte Meron, si è assunto la responsabilità della tragedia. “Ho la responsabilità generale, nel bene e nel male, e sono pronto a sottopormi a qualsiasi indagine”, ha dichiarato alla stampa. Lavi ha sottolineato che la causa della calca non è ancora nota. Alcuni testimoni hanno accusato la polizia di aver bloccato un’uscita. “C’è un continuo sforzo per raccogliere prove per arrivare alla verità”, ha aggiunto Lavi.


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