Himars: che cosa sono i lanciarazzi che gli Usa forniranno all’Ucraina

Si tratta di un sistema missilistico dotato di munizioni con una gittata di 80 chilometri. “Non incoraggiamo né permettiamo all’Ucraina di colpire oltre i propri confini”, ha però spiegato Joe Biden

Joe Biden, presidente degli Usa
Foto Flickr | Gage Skidmore
newsby Lorenzo Grossi2 Giugno 2022


Dopo l’annuncio del 1° giugno, gli Stati Uniti sono pronti al cambio di passo nel sostegno militare all’Ucraina nella guerra contro la Russia. Washington è infatti in procinto di inviare a Kiev i sistemi missilistici Himars, dotati di munizioni con una gittata di 80 chilometri. È il doppio degli Howitzers che gli Usa hanno fornito finora. Gli Himars, acronimo di High Mobility Artillery Rocket System, sono dei camion su cui sono installate delle rampe lanciarazzi. Ogni camion è capace di lanciare sei razzi, in grado di partire a pochi secondi di distanza l’uno dall’altro. Basta una piccola squadra (addestrabile in alcuni giorni) e in pochi minuti gli Himars possono essere ricaricati, senza l’aiuto di altri veicoli.

Il sistema, sviluppato alla fine dello scorso secolo e già in dotazione a vari Paesi europei, può essere fornito di razzi a guida Gps che aumentano la precisione dei colpi. In passato sono stati usati anche in Afghanistan e in Siria contro l’Isis. Il vantaggio di questi sistemi è che consentiranno agli ucraini di colpire oltre le linee russe mantenendo una distanza di sicurezza dall’artiglieria nemica.

Biden sui sistemi Himars: “Noi non incoraggiamo l’Ucraina di colpire oltre i propri confini”

L’annuncio della fornitura di sistemi missilistici più avanzati è stato fatto direttamente dal presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, in un articolo pubblicato sul New York Times. “Vogliamo vedere un’Ucraina indipendente, democratica e prospera”, ha scritto Biden. “Forniamo le armi affinché Kiev sia nella posizione più forte possibile al tavolo delle trattative. Per queste ragioni ho deciso di inviare all’Ucraina sistemi missilistici più avanzati e munizioni”, ha scritto ancora il presidente degli Usa. “Questi permetteranno loro di colpire in modo più preciso gli obiettivi strategici sul campo di battaglia in Ucraina”.

La specificazione del “campo di battaglia in Ucraina” è importante, perché la Nato da inizio conflitto si è detta contraria all’invio di armamenti capaci di colpire direttamente il suolo della Russia. In caso contrario il rischio di uno scontro aperto con Mosca aumenterebbe. Per questa ragione sembra che gli Stati Uniti non forniranno a Kiev i razzi più potenti che i sistemi Himars sono in grado di lanciare: testate capaci di colpire fino a 300 km di distanza. “Noi non incoraggiamo né permettiamo all’Ucraina di colpire oltre i propri confini”, ha specificato ancora Biden. “Non vogliamo prolungare la guerra per infliggere più danni alla Russia”.

Anche Zelensky conferma le parole del presidente americano

Rassicurazioni in questo senso sono arrivare direttamente dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “So che la gente negli Stati Uniti sta dicendo, o qualcuno alla Casa Bianca sta dicendo, che potremmo usarli (gli Himars, ndr) per attaccare la Russia. Non abbiamo intenzione di attaccare la Russia, Non siamo interessati alla Federazione Russa. Non stiamo combattendo sul loro territorio”.

La decisione comunque non sembra essere stata accolta con favore a Mosca. Secondo il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, citato dalla Tass, la fornitura Usa dei lanciarazzi a Kiev rischierebbe di provocare un allargamento del conflitto con il coinvolgimento di Paesi terzi. “Le richieste di armi straniere da parte dell’Ucraina sono provocazioni che mirano a coinvolgere l’Occidente nel conflitto, ha aggiunto.


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