Green Pass, com’è la situazione negli altri Paesi dell’Europa?

Alcune nazioni, come l’Inghilterra e la Danimarca, hanno detto no al certificato verde. Altre hanno previsto delle restrizioni molto simili a quelle dell’Italia

Green Pass e mense aziendali: i nodi logistici e giuridici
Il Green Pass
newsby Alessandro Bolzani17 Settembre 2021


Con l’estensione del Green Pass a tutti i lavoratori, l’Italia è diventata la nazione in cui questo strumento ha dato vita alle misure più restrittive, perlomeno a livello lavorativo. Altri Paesi dell’Europa, tra cui la l’Inghilterra e la Danimarca, hanno detto no al certificato verde. La prima non l’ha mai introdotto (avrebbe dovuto prendere una decisione a fine settembre, ma il governo ha cambiato idea), mentre la seconda ha abolito ogni singola misura restrittiva legata al Covid-19 (decisione su cui ha pesato la grande adesione alla campagna vaccinale). Ma com’è la situazione negli altri Paesi in cui il Green Pass è ancora in vigore?

I diversi utilizzi del Green Pass in Europa

Scozia

A differenza dell’Inghilterra, la Scozia ha deciso di introdurre, a partire dal primo ottobre 2021, l’obbligo di avere il Green Pass per accedere a locali e discoteche e partecipare a eventi sportivi, spettacoli e concerti.

Svezia

Come la Danimarca, anche la Svezia ha deciso di abolire la maggior parte delle restrizioni entro il 29 settembre. Tuttavia, il Green Pass continuerà a essere richiesto per i viaggi e sarà controllato a tutti i turisti provenienti dall’estero.

Svizzera

Dal 13 settembre la Svizzera ha esteso l’obbligo del Green Pass a tutti i cittadini dai 16 anni in su. La certificazione è necessaria per accedere ai luoghi chiusi, alle strutture sportive e ai luoghi si svago/cultura, dalle sale gioco agli zoo. L’obbligo si estende anche a concerti, eventi sportivi e matrimoni. Il governo ha lasciato alle scuole professionali e alle Università l’autonomia di stabilire se richiedere o meno il Green Pass agli studenti. Infine, anche i datori di lavoro possono esigere che i lavoratori siano in possesso della certificazione verde.

Francia

Anche in Francia l’uso del Green Pass è piuttosto diffuso. Il suo possesso è richiesto per partecipare a spettacoli, fiere, festival ed eventi sportivi. Nei bar e nei ristoranti è necessario sia per sedersi all’aperto che al chiuso. Lo stesso vale per ospedali, case di riposo, treni e aerei. Il 15 settembre, inoltre, è entrato in vigore l’obbligo di vaccinazione completa per il personale sanitario. I dipendenti degli ospedali e di bar e ristoranti che non hanno ricevuto entrambe le dosi (o la singola dose di Johnson&Johnson) rischiano di essere sospesi senza stipendio. All’interno dei nosocomi anche i visitatori e i pazienti devono avere il Green Pass. Non è previsto, invece, l’obbligo di indossare la mascherina.

Germania

La situazione è un po’ meno restrittiva in Germania, dove non è previsto l’obbligo vaccinale. Tuttavia, proprio come avviene in Italia, solo chi è stato vaccinato, sottoposto a tampone o dichiarato guarito dal Covid può ottenere il Green Pass. Il certificato verde è obbligatorio per entrare in tantissime strutture diverse, dagli ospedali ai ristoranti al chiuso, passando per piscine, palestre e parrucchieri. Inoltre, chi rifiuta di vaccinarsi perde la possibilità di ricevere i tamponi gratis.

Austria

Anche in Austria può ricevere il Green Pass solo chi ha ricevuto il vaccino, è risultato negativo al tampone o è guarito dal Covid. Nel Paese il certificato è obbligatorio per l’ingresso nei musei, nei ristoranti, nei locali notturni. L’uso della mascherina non è obbligatorio. I turisti devono esibire un tampone negativo il Green Pass quando richiesti.

Belgio

Oggi, venerdì 17 settembre, il Belgio prenderà una decisione sull’obbligatorietà del Green Pass, che potrebbe andare ad affiancarsi a quella dell’uso della mascherina per chi lavora nel settore dell’accoglienza. I turisti che vogliono raggiungere il Paese devono presentare il Green Pass con ciclo vaccinale completato da almeno due settimane. In alternativa è possibile mostrare un tampone negativo o un certificato di avvenuta guarigione dal Covid negli ultimi 180 giorni.

Lituania, Estonia e Lettonia

Nei tre Paesi solo chi ha ricevuto il vaccino può accedere a ristoranti, palestre, cinema e teatri al chiuso.

Portogallo

In Portogallo ci sono alcuni luoghi in cui può entrare solo chi è in possesso del Green Pass o di un tampone negativo. Si tratta degli alberghi, dei ristoranti, delle terme, dei casinò e delle palestre. Il certificato verde è necessario anche per partecipare agli eventi culturali e sportivi con più di mille partecipanti all’aperto o oltre 500 persone al chiuso. È obbligatorio averlo anche per partecipare feste e battesimi con più di 10 persone.

Spagna

La Spagna, pur avendo detto no al Green Pass, ha lasciato alle singole regioni la libertà di chiedere o meno il Green Pass nei ristoranti, nei locali notturni e nei bar. Nel Paese è previsto l’obbligo di indossare la mascherina al chiuso.

Grecia

Dal 13 settembre, in Grecia il Green Pass è obbligatorio per accedere ai locali come bar e ristoranti e non può essere sostituito dal tampone negativo. Il certificato verde è indispensabile anche per andare a teatro o salire sui treni a lunga percorrenza. Per i dipendenti, sia pubblici che privati, è previsto l’obbligo di vaccinarsi o effettuare un doppio tampone ogni settimana. Il personale delle case di riposo e degli operatori sanitari sono obbligati a essere vaccinati dall’inizio di settembre. Necessario presentare il tampone negativo negli uffici, nelle scuole e nelle università. L’obbligo si estende anche ai lavoratori dei settori del turismo, dello spettacolo e della ristorazione.


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