Expo, la ministra Messa ha visitato il Padiglione dell’Ucraina

La ministra ha esplorato la struttura assieme a Maria Chiara Carrozza, la presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, e Nicola Lener, l’ambasciatore italiano negli Eau

Maria Cristina Messa, la ministra dell'Università e della Ricerca
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newsby Alessandro Bolzani28 Marzo 2022


Ieri, domenica 27 marzo 2022, Maria Cristina Messa, la ministra dell’Università e della Ricerca, ha visitato Expo 2020 Dubai. È stata accolta dagli studenti universitari che da mesi lavorano come volontari presso l’Esposizione Universale, guidando i visitatori alla scoperta degli spazi italiani. Durante il suo “tour”, la ministra ha ascoltato le spiegazioni di Paolo Glisenti, il commissario generale per la partecipazione dell’Italia a Expo, su vari elementi che compongono il Padiglione Italia. Assieme a lei c’erano, tra gli altri, Maria Chiara Carrozza, la presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, e Nicola Lener, l’ambasciatore italiano negli Emirati Arabi Uniti.

Messa: “Che la scienza sia portatrice di pace”

Messa ha poi visitato anche il Padiglione dell’Ucraina. Ivan Sydorenko, il direttore della struttura, l’ha accolta e le ha fatto da guida. Le ha anche spiegato che, in seguito all’invasione russa, il padiglione è diventato un luogo di solidarietà e di racconto della guerra in Ucraina. “Ogni Ucraino è uno di noi. Siamo tutti con voi. Che la scienza sia portatrice di pace”, ha scritto Messa in inglese in un post-it che ha attaccato sui muri della struttura, ormai tappezzati di messaggi di sostegno provenienti da ogni angolo del mondo.
Con questa visita ho voluto rimarcare come l’Italia sia vicina all’Ucraina”, ha spiegato la ministra. “Ho trovato un padiglione fiero, come stanno dimostrando di essere fieri gli ucraini”. La struttura dimostra “un senso profondo di dignità che vede un futuro, cerca di dire ‘torneremo, ricominceremo’. E poi c’è questa voglia di far capire al mondo cosa sta succedendo veramente e questo è un punto fondamentale per evitare la propaganda. È una fonte di visione, immagini, raccolta che tutto il mondo può vedere”, ha aggiunto Messa al termine della visita.

L’università e la ricerca italiani sono stati tra i primi a dare segni di accoglienza, in primo luogo per gli studenti e le studentesse ucraini, ma anche ricercatori, professori, dottorandi. Tutti coloro che a causa di questa guerra sono scappati o comunque non possono continuare i loro studi. Abbiamo un provvedimento che ha stanziato 500mila euro, ma sono già diventati un milione, che sarà convertito a breve proprio per supportare università ed enti di ricerca che vogliono ospitare queste persone con borse di studio e contribuire al finanziamento di queste iniziative”, ha spiegato Messa. Per il momento “ci sono tanti ragazzi ucraini che erano già in Italia soprattutto per l’Erasmus, che per fortuna continua per loro. Sono andata in diversi post, tra cui Foggia e Bologna, e c’è sempre qualche ricercatore che è lì da tanto tempo. Ma mi aspetto che la maggior parte arrivi adesso”, ha concluso.


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