Caso Navalny, tracce di Novichok nella bottiglietta d’acqua in hotel

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Gli specialisti tedeschi hanno trovato delle tracce della neurotossina Novichok su una bottiglietta d’acqua prelevata dalla stanza d’albergo di Tomsk in cui soggiornava Alexei Navalny. Lo riferiscono i colleghi del Fondo Anticorruzione di Navalny sul profilo Instagram del dissidente. Sul social hanno pubblicato un video in cui, stando a quanto riferiscono, è possibile osservare la raccolta dalla stanza di eventuali prove dell’avvelenamento. Le immagini mostrano quanto successo un’ora dopo la notizia del malore di Navalny, che potrebbe quindi essere stato avvelenato prima di raggiungere l’aeroporto.

L’avvelenamento di Navalny

Se confermata, questa nuova rivelazione potrebbe aiutare a fare luce sul caso. Finora si era ipotizzato che il Novichok fosse contenuto nella tazza di tè che Navalny aveva bevuto in uno dei bar dell’aeroporto di Tomsk. Il video ribalta questa prospettiva e apre la porta alla possibilità che il dissidente abbia ingerito il veleno in hotel. Per fare chiarezza, il Parlamento europeo ha chiesto un’indagine interazionale approfondite e ha invitato i Paesi membri a imporre delle sanzioni che consentano il congelamento dei beni europei di individui corrotti. Nel frattempo, Mosca continua a chiedere a Berlino la possibilità di ottenere i campioni in cui gli specialisti tedeschi, francesi e svedesi avrebbero trovato le tracce di Novichok.

 

 

 

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