Bielorussia, Vasilkov: “Dittatura nel nostro Paese? Un cliché”

L'incaricato d'affari dell'ambasciata della Bielorussia in Italia fa un punto della situazione nel Paese, smentendo l'idea di un governo dittatoriale di Lukashenko

newsby Redazione7 Novembre 2021



Vladimir Vasilkov, incaricato d’affari dell’ambasciata della Bielorussia in Italia ha parlato della situazione nel suo Paese. Dall’ottobre 2020 l’UE ha imposto gradualmente misure restrittive nei confronti della Bielorussia. Le misure sono state adottate in risposta al carattere fraudolento delle elezioni presidenziali dell’agosto 2020 e all’intimidazione e alla violenta repressione nei confronti di manifestanti pacifici, membri dell’opposizione e giornalisti.

Attualmente la situazione in Bielorussia è stabile e calma. Il tentativo della rivoluzione colorata è fallito. Rispetto a quanto accaduto lo scorso anno, la lezione principale che abbiamo imparato è che l’Occidente ha cercato di usare quella situazione complicata per portare avanti i propri interessi. E’ stata ignorata la volontà della maggioranza del popolo bielorusso. In seguito alle sanzioni abbiamo abbassato il livello dei nostri contatti con l’Occidente e siamo stati costretti a chiudere alcune Ong. Siamo uno stato sovrano e queste sono state decisioni a cui siamo stati costretti ma tutto è avvenuto nell’ambito del diritto internazionale”. 

Vasilkov ha poi smentito l’idea di un regime dittatoriale in Bielorussia.

C’è una dittatura nel nostro Paese? Si tratta di un cliché. Riguardo alla libertà di espressione, bisogna valutare se vengono rispettate le leggi. In queste valutazioni bisogna essere imparziali e non applicare doppi standard” ha sottolineato Vasilkov.

 Vasilkov: “Senza lockdown stessi risultati degli altri Paesi”


Vasilkov è entrato poi nel merito della pandemia, sottolineando come il Paese si trovi al centro della quarta ondata. Tuttavia ha voluto specificare le differenze nella gestione della pandemia tra Italia e Bielorussia. Ques’ultima infatti, oltre a non aver mai introdotto un lockdown, ha lasciato che i cittadini scegliessero volontariamente se sottoporsi o meno al vaccino.

Stiamo affrontando la quarta ondata di Covid. Non abbiamo mai introdotto lockdown perché per noi sarebbe un disastro e, se paragonati, i risultati con gli altri Paesi sono quasi gli stessi. La vaccinazione è completamente volontaria ma naturalmente c’è una campagna dei mass media a favore della vaccinazione. Ognuno decide se vaccinarsi o no senza paura di essere licenziato o di avere accesso agli uffici pubblici. Il nostro governo non chiama i non vaccinati ‘vigliacchi’ o ‘terroristi’. Per il momento circa il 21% della popolazione è vaccinata e stiamo lavorando ad un vaccino di nostra produzione“.

Bielorussia: “Disponibili a cooperare con UE su migranti”


Vasilkov si è poi soffermato sulla delicata questione dei migranti, e, in particolare, della richiesta di molti stati UE di rafforzare le barriere contro i migranti.

L’idea di costruire un muro al confine appartiene totalmente alla Polonia. Purtroppo siamo testimoni del processo di militarizzazione polacco. Ci dispiace che il governo polacco usi la visione artificiale di un nemico esterno, creando un’immagine falsa della Bielorussia. Noi siamo aperti alla cooperazione con organi istituzionali competenti per gestire la situazione dei migranti ai confini dell’Unione europea. L’UE però ha sospeso la cooperazione con la Bielorussia in questo ambito e per noi è difficile mantenere questo onere da soli“.

Questi profughi esprimono la volontà di entrare nell’UE. Ci sono varie testimonianze di organismi internazionali, come il commissario dell’ONU per i diritti dei rifugiati o di Ong come Medici senza frontiere, che confermano che le autorità polacche respingono con atti disumani quei migranti che chiedono assistenza


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