Perché la benzina sta aumentando?
I motivi dell’impennata del prezzo

Il Codacons calcola che la stangata sarà di 280 euro a famiglia. E non dipende solo dal fatto che l’estate porta quasi sempre un rincaro dei prezzi

Perché la benzina sta aumentando? I motivi dell'impennata del prezzo
Rifornimento di benzina
newsby Lorenzo Grossi13 Luglio 2021


Il prezzo della benzina sale ancora. Secondo le rilevazioni settimanali del Ministero dello Sviluppo Economico, la media nazionale per la verde in modalità self-service è ormai di 1,65 euro al litro (1.649,60). Un valore che, secondo l’Unione consumatori, non si raggiungeva dal novembre 2018. Per il diesel, è di 1,508 euro al litro; in questo caso il prezzo più alto da giugno del 2019. Da inizio anno, benzina e diesel costano circa il 13,4% in più, il che può portare a un aumento per il pieno di un’auto anche di 6-7 euro. Una stangata che, certifica il Codacons con i suoi dati, vale 280 euro: è quanto spenderà di più una famiglia in un anno solo per spostarsi. Ma quali sono i motivi di tale impennata?

L’origine del recente aumento del prezzo della benzina

È vero che in estate si assiste quasi sempre a un rincaro del prezzo della benzina e, in particolar modo, in un periodo come questo, dove le persone tornano a muoversi in macchina dopo mesi in cui pochi la utilizzavano. Tuttavia, il valore del petrolio nelle ultime settimane ha intrapreso una cavalcata inesorabile. Molto è stato originato, in particolare, dal fallimento delle trattative a Vienna della scorsa settimana tra i Paesi Opec sull’aumento della produzione di greggio ha dato una spinta decisiva al barile di Brent (il petrolio estratto dal Mare del Nord), spingendolo verso i 78 dollari. Il disaccordo principale, aveva fatto sapere Bloomberg, sarebbe tra l’Arabia Saudita, primo produttore dell’Opec e terzo produttore al mondo con 8,5 milioni di barili al giorno, e gli Emirati Arabi Uniti, la cui produzione si ferma a circa un terzo di quella saudita.

Gli scenari per gli italiani in vacanza

Ogni Paese, infatti, ha delle quote di produzione fissate, rinnovate periodicamente in trattativa. Il nodo è proprio quello: gli Emirati vogliono rivedere l’accordo e potere produrre di più. Ma sauditi e russi temono che un’apertura possa avere un effetto-valanga, con altri Paesi a “battere cassa”. Questo genererebbe un aumento totale del greggio estratto sopra gli obiettivi fissati dal cartello. Stando così le cose, è molto probabile che la corsa dei rincari non sia finita qui. Proprio mentre 8 italiani su 10 (secondo i calcoli di Uecoop) si sposteranno per andare in vacanza, il prezzo della benzina pare destinato ancora ad aumentare. Alle stazioni di rifornimento sarà quindi un’estate caldissima.


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