Istat: confermata ad aprile l’inflazione a +0,4% su mese

+1,1% su anno. I dati dello scorso mese si devono essenzialmente ai prezzi dei beni energetici

Istat: confermata ad aprile l’inflazione a +0,4% su mese
Debito pubblico e pressione fiscale
newsby Lorenzo Grossi17 Maggio 2021


Al lordo dei tabacchi, l’inflazione ha registrato un aumento dello 0,4% su base mensile e dell’1,1% su base annua (da +0,8% di marzo), confermando la stima preliminare. Lo comunica oggi l’Istat, che sottolinea come l’accelerazione tendenziale dei prezzi al consumo si deve essenzialmente ai prezzi dei beni energetici, la cui crescita passa da +0,4% di marzo a +9,8%. Questo è avvenuto a causa sia dei prezzi della componente regolamentata (che invertono la tendenza da -2,2% a +16,8%) sia di quelli della componente non regolamentata (che accelerano da +1,7% a +6,6%). Questa dinamica è solo in parte compensata dall’inversione di tendenza dei prezzi dei beni alimentari non lavorati (da +1,0% a -0,3%). Oltre di quelli dei servizi relativi ai trasporti (da +2,2% a -0,7%).

L’inflazione di fondo e quella al netto dei soli beni energetici

L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici decelerano e si portano entrambe a +0,3% (da +0,8% di marzo). L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto prevalentemente alla crescita dei prezzi dei beni energetici regolamentati (+3,6%), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,4%), degli energetici non regolamentati e degli alimentari non lavorati (+1% per entrambi), solo in parte compensata dalla diminuzione dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (-1,2%). L’inflazione acquisita per il 2021 è pari a +1,2% per l’indice generale e a +0,6% per la componente di fondo.

I dati su IPCA e FOI

L’IPCA, che è l’indice armonizzato dei prezzi al consumo, registra un aumento su base mensile dello 0,9% e dell’1% su base annua (da +0,6% di marzo), confermando la stima preliminare. L’aumento congiunturale dell’IPCA, più marcato rispetto a quello del NIC, è spiegato dalla fine dei saldi stagionali prolungatisi anche a marzo e di cui il NIC non tiene conto. I prezzi di abbigliamento e calzature registrano infatti un aumento congiunturale pari a +5,1% e una flessione meno marcata su base annua (da -0,7% a -0,2%). L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,4% su base mensile e dell’1,2% su base annua.


Tag: InflazioneIstat