J.K. Rowling di nuovo nella bufera: è stata accusata di antisemitismo

Secondo il conduttore televisivo Jon Stewart, la rappresentazione dei goblin della Gringott sarebbe fin troppo simile alla caricatura degli ebrei presente nel testo antisemita “Protocolli dei Savi di Sion”

J.K. Rowling (Dia Dipasupil/Getty Images)
J.K. Rowling (Dia Dipasupil/Getty Images)
newsby Alessandro Bolzani5 Gennaio 2022


Negli ultimi anni, J.K. Rowling è passata dall’essere una delle scrittrici più amate di tutti i tempi al diventare un personaggio controverso. La creatrice di Harry Potter ha fatto parecchio discutere per alcune sue dichiarazioni sulle persone transessuali, dalle quali trapelano posizioni vicine al femminismo TERF. Pur rifiutando questa etichetta, l’autrice non ha fatto granché per smarcarsi da essa, creando un divario incolmabile tra lei e molti ex fan. Questa nuova percezione di J.K. Rowling ha portato alcune persone a guardare con occhi diversi anche l’intera saga di Harry Potter, della quale sono stati forniti nuovi spunti di lettura. Se alcuni possono essere quantomeno plausibili, altri sembrano campati per aria o tremendamente forzati. È il caso della critica rivolta ai goblin della Gringott, la banca dei maghi, che secondo alcuni lettori rappresenterebbero una parodia degli ebrei.

L’accusa di Jon Stewart

Questa tesi, che circola su Internet già da alcuni anni, è stata ripresa dal conduttore televisivo Jon Stewart, nel corso di una puntata del suo podcast “The problem with Jon Stewart”. Il vincitore dell’Emmy Award ha dichiarato che la rappresentazione dei goblin nei libri e nei film di Harry Potter ricorda molto le caricature degli ebrei presenti nel testo antisemita “Protocolli dei Savi di Sion”, pubblicato nel 1903. Sebbene sia innegabile la somiglianza tra i banchieri del mondo magico e alcune illustrazioni presenti nel libro, ciò non sembra sufficiente per accusare J.K. Rowling di antisemitismo.

La rappresentazione dei goblin fatta da J.K. Rowling

Dopotutto, la rappresentazione dei goblin in Harry Potter è molto simile a quella tradizionale di queste creature, che precede di parecchi anni la pubblicazione di “Protocolli dei Savi di Sion”. Nel poema del diciannovesimo secolo “Il mercato dei folletti” (in originale “Goblin Market”) è presente una descrizione di queste creature molto vicina a quella adottata da J.K. Rowling. Anche J.R.R. Tolkien, autore di opere come “Il signore degli anelli” e “Lo Hobbit”, ha rappresentato i goblin in modo simile. Insomma, in questo caso l’autrice di Harry Potter non ha inventato nulla, limitandosi a prendere in prestito uno stereotipo (se così si può definire) presente nella letteratura fantasy da prima della sua nascita. Forse la nascita di questa rappresentazione dei goblin ha effettivamente qualche legame con l’antisemitismo, ma ciò non implica automaticamente che chiunque la utilizzi sia intenzionato a discriminare gli ebrei.

Criticare un autore quando si lascia andare a delle dichiarazioni controverse o discriminatorie non è sbagliato (anzi), però questi passi falsi, per quanto numerosi, non giustificano delle accuse basate su una lettura distorta di una sua opera. Definire J.K. Rowling antisemita solo per la sua rappresentazione dei goblin sembra quantomeno forzato, soprattutto considerando che nei libri di Harry Potter la scrittrice ha più volte posto l’accento sull’importanza di superare le diversità e accettarsi l’un l’altro. È stato proprio questo divario tra il messaggio dell’opera e le recenti dichiarazioni dell’autrice a creare tanto scalpore tra i fan.


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