Vaccino italiano anti-Covid: al via sperimentazione allo Spallanzani

Vaccino inoculato a un volontario. Il direttore sanitario Vaia: "Se va tutto bene, sarà pronto entro primavera". Zingaretti: "Sarà proprietà dello Stato"

newsby Redazione24 Agosto 2020



Comunichiamo ufficialmente che è stata inoculata in questo momento la prima dose di vaccino alla persona volontaria, così com’era previsto“. Così Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Istituto Spallanzani di Roma, durante il punto stampa per la sperimentazione del vaccino anti-Covid portata avanti con il sostegno della Regione Lazio.

Vaccino: un solo volontario

La persona volontaria è una sola, perché abbiamo preso la decisione di non esporre nessun altro volontario per motivi di tutela. Questa persona verrà tenuta in osservazione, poi andrà a casa e verrà richiamata e osservata per 12 settimane, fino a 24 settimane. Poi, se tutto andrà bene, ci saranno la seconda e la terza fase di sperimentazione. Probabilmente le faremo in un Paese dell’America Latina, dove il virus è in crescita“, dice. Sui tempi: “A noi interessa che sia efficace. Il nostro auspicio è che sia pronto in primavera“, spiega Vaia.


Presente anche il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, che conferma la notizia: “È stata inoculata la prima dose di vaccino al primo dei quattro mila volontari che ha risposto all’appello dell’Istituto Spallanzani. Questo rende la giornata di oggi, per la scienza e la medicina italiana, una giornata importante“.

Un progetto tutto italiano

Stiamo parlando del vaccino italiano sostenuto da un progetto di ricerca della Regione Lazio, del ministero per l’Università e la Ricerca – spiega Zingaretti –. Questo rappresenta un importante salto in avanti nella battaglia contro il Coronavirus. Ringrazio i quattro mila volontari e l’equipe scientifica dello Spallanzani“.


Zingaretti, a margine dell’inizio della sperimentazione del vaccino all’istituto Spallanzani, spiega anche che il prodotto finale sarà messo a disposizione pubblicamente alla cittadinanza. “Noi crediamo molto nel vaccino come bene comune – afferma il Governatore del Lazio –. Per questo abbiamo voluto finanziare il progetto di ricerca. Perché il vaccino italiano sarà pubblico e a disposizione di tutti coloro che ne avranno necessità“.

L’appello del Papa e quello di Zingaretti

Il Santo Padre ha lanciato nel mondo questo appello che anche io ho sottoscritto per il vaccino bene comune. Il progetto del vaccino italiano si inserisce al cento per cento dentro questa impostazione rispetto alla proprietà del vaccino“, aggiunge Zingaretti. Il Presidente della Regione Lazio garantisce anche che, qualora si arrivasse al vaccino, la proprietà del brevettosarà dello Stato italiano“.


Zingaretti si rivolge poi alla cittadinanza, distogliendo l’attenzione dal vaccino: “Dallo Spallanzani io rinnovo un appello alla responsabilità nei comportamenti delle persone. Non è giusto, non è corretto che ancora una volta si scarichino sul personale e sul sistema sanitario tutti i problemi del Coronavirus. La sanità, nella nostra Regione come in tutte le Regioni, sta facendo di tutto per incentivare un filtro per individuare i positivi. Ma senza il senso di responsabilità di tutti non ce la faremo mai e rischiamo di tornare indietro. Bisogna seguire tre regole semplicissime. Sempre la mascherina, distanza di sicurezza e lavare le mani“.


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