Verona, nubifragio shock: fiumi di grandine in città

Verona in ginocchio a causa di una vera e propria bomba d'acqua. Il sindaco Sboarina chiede aiuto al governatore Zaia: "Mai vista una furia del genere"

newsby Marco Enzo Venturini24 Agosto 2020


La furia degli elementi e della natura che si scatenano in pochi minuti, mettendo in ginocchio una città. Questo è ciò che ha dovuto vivere Verona nella serata di domenica, con una bomba d’acqua che ha provocato danni ingenti nel capoluogo scaligero. Tanto da indurre il sindaco Federico Sboarina a chiedere il supporto del Governatore del Veneto, Luca Zaia.

L’incubo alluvione su Verona

Su Verona in dieci minuti si è abbattuto qualcosa come l’equivalente della tempesta Vaia. Mai vista una furia del genere“, ha ammesso il primo cittadino. Il riferimento è ciò che avvenne tra il 26 e il 30 ottobre, un disastro naturale valutato dalla relativa Unità di Crisi addirittura peggiore rispetto alle alluvioni che colpirono Venezia nel 1966 e l’intero Veneto nel 2010.

Per il sindaco Sboarina si è rivelato particolarmente doloroso ricostruire i danni, provocati da veri e propri fiumi di pioggia e grandine. “Vento, acqua e grandine di proporzioni straordinarie hanno ridotto la città come un campo di battaglia“, sono state le sue parole, riportate da ‘L’Arena’, quotidiano di Verona. “Tantissimi danni pubblici e privati. Ho subito chiesto supporto al presidente Zaia e subito si è partita la macchina della protezione civile regionale. Tutte le squadre sono fuori per la viabilità e il ripristino della città“.

Cittadini con l’acqua fino al petto

I primi conteggi parlano di più di 500 alberi strappati dalle loro radici dalla forza del vento. Ingenti i danni nella città di Verona, dove tuttavia non sono stati registrati casi di persone ferite. La ferita è però profonda a livello economico e anche psicologico, considerando che molte persone sono state sorprese dal nubifragio mentre si trovavano nelle strade cittadine. Le immagini parlano chiaro e mostrano i passanti con l’acqua fino al petto e nella necessità di trovare riparo tra i portoni e i porticati cittadini.

Super lavoro, come era inevitabile che fosse, anche per i Vigili del Fuoco di Verona. Sempre ‘L’Arena’ riferisce di almeno 110 chiamate per richieste di soccorso provenienti dai diversi angoli della città.


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