Vaccino Covid, terza dose estesa alla fascia 12-15 anni

Tramite un’apposita circolare, il ministero della Salute ha raccomandato ai giovani che rientrano in questo gruppo di ricevere “una dose di vaccino Comirnaty di Pfizer/Biontech, al dosaggio di 30 mcg in 0,3 ml, come richiamo di un ciclo primario, indipendentemente dal vaccino utilizzato per lo stesso”

Covid, Iss: “La dose booster protegge al 95% dalla malattia grave”
(Unsplash)
newsby Alessandro Bolzani6 Gennaio 2022


La dose booster del vaccino Covid-19 è stata estesa ufficialmente alla fascia di età compresa tra i 12 e i 15 anni. Tramite un’apposita circolare, il ministero della Salute ha raccomandato ai giovani che rientrano in questo gruppo di ricevere “una dose di vaccino Comirnaty di Pfizer/Biontech, al dosaggio di 30 mcg in 0,3 ml, come richiamo di un ciclo primario, indipendentemente dal vaccino utilizzato per lo stesso”. I giovani possono ricevere il booster una volta trascorsi almeno quattro mesi dal completamento del ciclo vaccinale.

La Commissione Tecnico Scientifica (Cts) dell’Aifa ha espresso il proprio parere favorevole sull’estensione della dose booster ai 12-15enni durante la seduta straordinaria del 5 gennaio 2022. Finora il richiamo era previsto solo per i soggetti fragili rientranti in quella fascia d’età.

L’aumento dei contagi tra i più giovani

La scelta di estendere la terza dose alla fascia 12-15 anni si inserisce in un contesto nel quale i contagi stanno aumentando velocemente, anche tra i più giovani. Nell’ultima settimana i ricoveri tra i più piccoli sono raddoppiati, incrementando la pressione sugli ospedali pediatrici. Il report stilato dagli ospedali sentinella della Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere) indica che nei sette giorni compresi tra il 28 dicembre e il 3 gennaio sono cresciuti dell’86% (rispetto alla settimana precedente) i pazienti con meno di 18 anni ricoverati per Covid.

Il numero dei bambini ricoverati nei quattro ospedali pediatrici che forniscono i dati alla Fiaso è quasi raddoppiato, passando da 66 a 123. Il numero dei piccoli in terapia intensiva è triplicato, passando da 2 a 6 in una settimana. Il 62% dei pazienti ha tra gli 0 e i 4 anni e si trova quindi in una fascia di età non vaccinabile.

L’importanza del vaccino

Gli esperti del Bambino Gesù di Roma spiegano che la gravità della malattia è rimasta la stessa, ma, aumentando il numero dei contagiati “aumentano anche coloro che hanno bisogno di cure ospedaliere, generalmente brevi”. I medici aggiungono che i bambini al di sotto degli undici anni sono i meno vaccinati. “Continuiamo a fare appello ai genitori per la vaccinazione”.

Anche Alberto Zanobini, direttore dell’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze, si unisce a questa richiesta. “I ricoveri pediatrici hanno raggiunto un picco mai visto dall’inizio della pandemia. Bisogna procedere in fretta alla vaccinazione dei bambini che già la possono fare, per il loro bene. Non c’è da aspettare. Questi numeri mettono a rischio i pazienti più fragili. Al Meyer ci sono 86 positivi tra medici e infermieri. Si rischiano rallentamenti, per esempio per gli interventi programmati. Certo non per le urgenze o in oncologia, ma in pediatria stiamo occupando sempre più posti letto per il Covid”.


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