Turismo, agenzie di viaggio in piazza a Roma: “Settore massacrato”

Turismo che lamenta un'altra stagione durissima: "Hanno retto solo località tradizionali, poi gli italiani si sono arrangiati. Il governo apra gli occhi"

newsby Lorenzo Sassi8 Settembre 2021



Scatta una nuova protesta da parte delle agenzie di viaggio, i cui operatori hanno manifestato a Roma, in Piazza del Popolo. Obiettivo è sottolineare ancora una volta le difficoltà affrontate dal mondo del turismo nell’uscire dalla crisi anche nel corso di quest’anno.

La richiesta del turismo organizzato: “Ci serve programmazione”

Siamo qui in piazza con una maggioranza di rappresentanza delle agenzie di viaggio con tour operator. Ma anche con altre categorie, come guide turistiche e accompagnatori. Perché la ripresa del turismo non c’è stata“, ha dichiarato Stefano Donghi, vicepresidente Confapi Lazio. Proprio lui ha voluto spiegare in maniera più chiara per quale motivo la categoria sta avendo così tante difficoltà.

Hanno lavorato solamente le località vacanziere classiche di mare e montagna – ha fatto notare Donghi –. Ma non abbiamo avuto la possibilità di avere il turismo organizzato. Lo dice la parola stessa, è organizzato. E quindi va programmato prima. Quindi di fatto non c’è stata una ripresa. Anzi, le percentuali sono in negativo anche rispetto all’anno scorso“.

Un appello non al ministero, ma al governo

E chi vive di turismo sente che la misura sia ormai colma. “Io lavoro da sola, ho una mia agenzia di viaggi. Ho chiuso oggi per essere qua. Abbiamo difficoltà da più di un anno, sono diciotto mesi che vanno avanti così. L’80% delle destinazioni sono chiuse, perciò non non riusciamo a vendere pacchetti turistici. Moltissimi italiani, rimanendo in Italia, si sono arrangiati. Quindi ci hanno scavalcati. Non sappiamo come andare avanti, anche perché i contributi statali sono bassissimi“. Così Emanuela, operatrice in un’agenzia di viaggi.

Il settore è allo sbando. È stato veramente massacrato, stanno chiudendo centinaia di aziende. Siamo stremati, i sostegni stanziati sono stati troppo pochi. Ma soprattutto la nostra protesta non va contro il ministero del Turismo, che ci sostiene. È il governo che deve aprire gli occhi, perché il settore sta morendo. Soluzioni? Stanziamento di fondi e poi programmare delle aperture“, ha aggiunto Enrica Montanucci, presidente Maavi.


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