Torino, regole antimovida per la finale dell’Italia: “È giusto così”

Torino vedrà alcune regole ad hoc per la domenica che chiude Euro 2020, i cittadini: "Finisce sempre in baraonda, ma non siamo ancora fuori dal Covid"

newsby Sara Iacomussi11 Luglio 2021



Il discorso dei maxischermi potrebbe essere corretto, perché quelli creano veramente assembramenti disumani. Per il resto, sul divieto di alcolici sono totalmente contrario“. Questa una delle opinioni su ciò che avverrà stasera per la finale di Euro 2020 a Torino. Città in cui gli eventuali festeggiamenti sono stati messi sotto controllo da alcune regole antimovida ad hoc volute dal Comune.

Torino concorda con il Comune: “Regole vanno rispettate”

Complessivamente, peraltro, la cittadinanza di Torino si dice d’accordo con quanto stabilito dall’amministrazione. “È giusto, perché se si sta in tanti vanno rispettate le regole. Ma questo non accade mai e finisce sempre in baraonda. Quindi fa bene il Comune a evitare queste situazioni. Questo è il mio pensiero“, afferma un cittadino non più giovanissimo.

Ma anche chi dispone di un’età più verde è d’accordo: “La curva dei contagi è quasi terminata. Ma se hanno deciso così, avranno avuto i loro buoni motivi“, afferma uno di loro. L’andamento della pandemia, però, non lascia tutti altrettanto tranquilli. “Vista la situazione di ripresa dei contagi, direi che è una soluzione corretta. I festeggiamenti potrebbero essere possibili, ma solo seguendo i suggerimenti dati dagli esperti“, afferma un altro uomo in una piazza di Torino.

C’è ancora paura del Covid: “Pensiamo alle scuole a settembre”

Anche una donna predica prudenza: “Non siamo ancora fuori dal Covid. Non vorrei che richiudessero le scuole a settembre perché ci godiamo troppo l’estate“. E c’è addirittura chi tira un sospiro di sollievo per quanto deciso dal Comune di Torino: “Poi vengono fuori i pasticci. Perché lo sappiamo bene, una volta che si beve poi si fa confusione“.

Qualcuno scontento c’è: “Ogni sera a Torino c’è il delirio. Non è che questa sera cambierebbe così tanto l’incidenza dei contagi. Quello che la storia insegna, in questa città in particolare, è che il problema di fondo è il calcio. Sono i gruppi che si uniscono per festeggiare le partite di calcio il problema“. La sua opinione appare però in netta minoranza: “Decisamente non sento l’esigenza di uscire. Me la festeggio a casa, esco sul balcone e faccio un po’ di baldoria a casa. Niente di più“.


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