Smog, Torino arancione: dalla Mole Antonelliana non si vede Superga

Il capoluogo piemontese è avvolto dallo smog, tanto da rendere invisibili alcuni luoghi tipici della città: la piaga dell'inquinamento dal 2021 a oggi

newsby Redazione10 Febbraio 2022



Torino torna “arancione”. Dopo il forte vento dei giorni scorsi che aveva spazzato via l’aria inquinata, la Città della Mole viene riavvolta dallo smog. Dal monumento simbolo non si vede nitidamente Superga, la collina è interamente coperta e anche il Grattacielo della Regione è avvolto dallo smog.

Cosa significa “Torino arancione”: il semaforo contro l’inquinamento

In Piemonte, con la D.G.R. n. 9-2916 del 26 febbraio 2021, sono state aggiornate le disposizioni per contrastare lo smog incluso il ricorso ai “colori”. Si tratta infatti del cosiddetto “semaforo antismog“. A illustrarne il funzionamento è lo stesso ente che ne valuta l’attivazione dei livelli, ossia Arpa Piemonte. A seconda della colorazione, infatti, scattano limitazioni temporanee a carico della cittadinanza.

L’allarme smog scatta in caso di superamento del valore limite giornaliero di 50 μg/m3 per la media giornaliera di PM10. L’attuale colorazione arancione è il frutto dei calcoli di un algoritmo che analizza i dati di concentrazione media giornaliera di PM10 previsti, per il giorno di controllo ed i due giorni successivi. Il tutto è frutto del modello integrato di valutazione e previsione della qualità dell’aria, opportunamente validati dagli esperti dell’Agenzia.

La piaga dello smog nel 2021 in Italia (e non solo)

Se i primi mesi del lockdown, in Italia e non solo, avevano generato un importante calo dello smog nell’inverno 2020, già l’anno successivo la situazione è drasticamente cambiata. Furono 11 le città italiane che già a inizio settembre 2021 avevano sforato il limite previsto per le polveri sottili. Quando mancavano più di tre mesi a fine anno, quindi, già si superò la soglia dei 35 giorni nell’anno solare con una media di PM10 giornaliera superiore ai 50 microgrammi al metro cubo. Lo segnalò il dossier di Legambiente “Mal’aria 2021 edizione speciale – I costi dell’immobilismo”.

Legambiente ha ricordato che l’Italia ha già all’attivo tre procedure di infrazione con la Commissione europea per le elevate concentrazioni degli inquinanti atmosferici. Il nostro Paese è già stato condannato il 10 novembre 2020 per il superamento continuativo dei limiti di PM10 dal 2008 al 2017. L’inquinamento atmosferico è la quarta causa di morte a livelli globali. Ogni anno circa 500 mila persone muoiono per cause imputabili allo smog. Di queste, l’80% avvengono in Europa, dove oltre due terzi delle città infrangono gli standard minimi di qualità dell’aria sanciti dall’OMS.


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