Sanità, presidio dei sindacati: “L’emergenza non ha insegnato niente”

"Sanità era ultimo baluardo contro emergenza, ora parlano di nuovi tagli", si lamenta Stefano Corsini, Usb: "Chiediamo sblocco immediato delle assunzioni e maggiori fondi"

newsby Emanuele De Lucia30 Settembre 2021



Il sindacato di base della Sanità si è riunito in piazza del Duomo a Firenze davanti alla sede della Giunta regionale per protestare chiedere l’immediato sblocco delle assunzioni e contestare l’organizzazione delle Asl nel territorio.

Corsini (Usb): “Eravamo ultimo baluardo contro emergenza”

A inquadrare la difficoltà del momento è Stefano Corsini, Usb: “È passato il primo periodo in cui si sosteneva l’importanza della sanità. Quello in cui sembrava l’ultimo baluardo contro l’emergenza. Sembrava si fosse preso atto che gli investimenti in questo settore equivalgono a creare valore. Ora è sotto gli occhi di tutti che questa cosa è passata. E che, anzi, la pandemia non ci ha insegnato niente“.

Le politiche governative vanno in tutt’altra direzione – si lamenta Corsini –. Il documento di economia e finanza prevede che per il triennio 2021/2023 la spesa sia riportata al livello pre-Covid. Questo fa capire che si continua a pensare e a gestire la sanità solamente dal punto di vista della sostenibilità economica“.

Le richieste per il mondo della sanità

Le richieste per il settore da parte dei sindacati, da questo punto di vista, sono molto chiare. “Chiediamo lo sblocco immediato delle assunzioni, la proroga di tutti i contratti a tempo indeterminato e degli interinali – afferma Corsini –. E chiediamo che la sanità usufruisca di finanziamenti adeguati, per garantire il diritto alla salute di tutti i cittadini“.

Insieme alle politiche nazionali ha fallito completamente anche la gestione della sanità pubblica da parte della Regione Toscana“, si lamenta poi Corsini. Che spiega: “Ha fallito, perché l’accorpamento delle Asl, ridotte da nove a tre, non ha messo in sicurezza niente. Questo nonostante quanto affermato dall’ex presidente Rossi, che puntava a mettere in sicurezza i conti e ridurre il numero dei dirigenti. Addirittura i posti dirigenziali si sono moltiplicati, per placare gli appetiti di chi era rimasto fuori. E i costi sono lievitati“.


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