Perché il Referendum sulla cannabis rischia di essere invalidato

Lega e FdI puntano a sopprimere l'emendamento del governo che estendeva la proroga della consegna delle firme al 31 ottobre

Newsby Giulia Martensini 3 Novembre 2021

Lega e Fratelli d’Italia stanno cercando di far invalidare la raccolta firme per il referendum sulla Cannabis. I due partiti hanno presentato alla Camera dei Deputati un emendamento alla legge di Conversione che smentisce la decisione del Consiglio dei Ministri di settembre.
Il Consiglio dei Ministri a fine settembre aveva infatti approvato una norma che estendeva al 31 ottobre la possibilità di presentare le firme per i referendum anche per chi aveva depositato il quesito dopo il mese di giugno.

Un intervento arrivato dopo la mobilitazione del Comitato promotore del Referendum Cannabis Legale per sanare una discriminazione irragionevole. Ovvero quella di una proroga al 31 ottobre che valeva solo per chi aveva presentato il quesito entro fine giugno. La mossa di Lega e Fratelli d’Italia metterebbe così a rischio le oltre 630.000 firme già raccolte e consegnate in Cassazione.

Referendum cannabis a rischio, critiche a Lega e FdI

 

La Lega, dopo essersi astenuta sul decreto che estendeva la proroga per la consegna delle firme referendarie, ha oggi presentato con Fratelli d’Italia un emendamento alla legge che converte quelle norme, e che mira alla soppressione di quell’articolo. Se per strane dinamiche parlamentari dovesse essere accolto, il deposito delle firme per la cannabis sarebbe a rischio“. Questo è quanto hanno dichiarato dichiarano Marco Perduca (Ass.Luca Coscioni) e Antonella Soldo (Meglio Legale), Presidente e Membro del Comitato Promotore del referendum.

Se passa l’emendamento“, ha scritto su Twitter la deputata dem Giuditta Pini, “le firme per il referendum sulla cannabis non sarebbero valide e così impedirebbero al Paese di esprimersi. Si vota oggi alle 14.30 in commissione Affari costituzionali alla Camera”. Il collega dem Stefano Ceccanti ha lanciato un appello alle forze che sostengono la maggioranza di non sconfessare quanto già deciso dal governo. “Il Governo Draghi ha preso questa decisione perché si rischiavano seri problemi di legittimità costituzionale, non per un pre-giudizio favorevole a questa o quella iniziativa“.

Impostazioni privacy